venerdì 30 gennaio 2009

Sette ragioni per viaggiare

Ho conosciuto molti acquariofili viaggiatori: Jean-Claude Nourissat, Patrick de Rham, Heinz Büscher, Ad Konings, Uwe Werner, Heiko Bleher, Anton Lamboj, Philippe Hotton. Sicuramente ne dimentico qualcuno e spero che, se sta leggendo questa pagina, non se la prenda. Anch'io da sempre ho desiderato viaggiare alla ricerca di ciclidi, ma fino ad ora non mi è stato possibile e quindi mi limito ad ascoltare avidamente, con un po' di invidia lo riconosco, i loro resoconti. Poche volte tuttavia ho sentito porre loro la domanda: "Perché viaggiate?". In questi giorni leggendo la biografia del grande biologo Ernst Haeckel curata da Robert J. Richards mi sono imbattuto in un paio di pagine che riportano i motivi per cui Haeckel intraprendeva estenuanti viaggi nei paesi tropicali, ormai ultrasessantenne, alla ricerca di nuove specie. Secondo l'autore sono sette e li riassumo brevemente.
1. I viaggi all'estero schiudono prospettive di scoperte improbabili stando a casa. In effetti i ciclidi non sono diffusi nelle acque italiane.
2. Solo imprese di grande difficoltà assicurano notorietà alle proprie scoperte. Come dicono gli americani: no pain, no gain.
3. I viaggi permettono una intensa comunione con la natura. Per un uomo come Haeckel cresciuto in piena epoca romantica, questa ragione assumeva una forza a noi uomini postmoderni sconosciuta. Riconosco comunque che svegliarsi di notte in Africa e trovarsi fuori dalla porta di casa una iena durante una passeggiata assicura una sensazione di unione con le "forze della natura" che è quasi primigenia (mi è successo, ve lo assicuro!).
4. I viaggi assicurano la fuga dalla monotonia e dalle difficoltà della vita quotidiana. Nel caso di Haeckel che ha vissuto una vita famigliare non propriamente serena è un motivo comprensibile, la versione moderna nazional-popolare è la semplice uscita al bar a bersi una birra.
5. Viaggiare con naturalisti (acquariofili, ma non solo) assicura una sorta di cameratismo che rinvigorisce e dà nuovo slancio.
6. I viaggi permettono emozioni solitamente precluse a casa. Haeckel scriveva che a Santa Cruz osservava intorno a sè voluttuose figure di donne con "vulcanici occhi di fuoco". La vita da marinaio ha sempre tentato tutti i giovanotti d'altronde. Essendo una motivazione di scarso interesse acquariofilo non commenterò ulteriormente.
7. I naturalisti si sono sempre ispirati alle grandi imprese dei predecessori. Il giovane Charles Darwin conosceva bene le imprese di Humboldt e Ernst Haeckel stesso era stato ispirato dalla lettura del viaggio intorno al mondo di Darwin e di Humboldt. Gli acquariofili della mia generazione sono cresciuti leggendo di Amazzonia, laghi africani e zone umide asiatiche al punto che una mia conoscente, nativa della Tanzania, si complimentò con me per la conoscenza della geografia della Tanzania, anzi che alcuni luoghi lungo le coste del lago Tanganica non li aveva mai sentiti nominare.

Ernst Haeckel ed il suo assistente Nicolaus von Miclucho-Maclay, fotografati alle Isole Canarie nel 1866. Fotografia da Wikimedia Commons.


Ernst Haeckel era un uomo dell'Ottocento, ma ben poco è cambiato.

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