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martedì 20 gennaio 2009

Ciclidi in canto!

Il maschio nuota verso la femmina e le si para davanti fremendo in tutto il corpo. Dopo un breve momento di disinteresse l'oggetto del desiderio dimostra di gradire l'approccio. I due iniziano così un vorticoso balletto che disegna cerchi sempre più stretti. Tutto si ferma d'improvviso e come dal nulla spunta un uovo che viene prontamente raccolto in bocca dalla neomamma. I ciclidofili avranno riconosciuto l'usuale corteggiamento di molti ciclidi incubatori orali. Tuttavia questa è solo una parte della storia, l'unica parte che gli uomini possono osservare con i propri fallibili sensi. La realtà è molto più complessa ed investe anche l'udito.
L'acqua è un mezzo molto più efficiente dell'aria per la trasmissione del suono al punto che in acqua esso viaggia quasi cinque volte più velocemente rispetto all'aria. Nulla di strano quindi che la comunicazione sonora sia ampiamente utilizzata dai pesci, anche nei rituali di accoppiamento.
Lo studio dei suoni emessi dai ciclidi è un filone di ricerca che ultimamente sta producendo un buon numero di pubblicazioni. Leggendo qua e là si scopre che i suoni emessi dai pesci di questa famiglia possono essere di tre tipi. Il primo suono può essere definito "br-r-r" ed è probabilmente prodotto dall'apparato faringeale ed amplificato dalla vescica natatoria. Il secondo suono potrebbe essere chiamato di "di masticazione" ed è simile ad uno stridio. L'ultimo suono è prodotto dal movimento del corpo ed è simile ad un battito. Ogni ciclide è in grado di emettere almeno uno di questi tre suoni, ma durante il corteggiamento emette solo suoni "br-r-r".
A variare tra i ciclidi non è solo il genere di suono, ma anche il momento di emissione. In alcune specie, come Maylandia zebra, l'emissione è limitata alle prime fasi del corteggiamento; in altre, come in Oreochromis mossambicus, il maschio "canta" per tutto il periodo del corteggiamento. Che sia limitato alle prime fasi oppure che coinvolga tutto il processo, dalle ultime analisi emergono indizi che il "canto" potrebbe essere utilizzato dalla femmina per raccogliere informazioni sullo stato di salute del partner e quindi influire sulla sua decisione di accoppiarsi con un individuo.

Maylandia zebra ripresa nel suo ambiente naturale.
Fotografia di Carsten Gissel

Altri esperimenti hanno invece dimostrato che il periodo di impulso ed il numero di impulsi emessi durante il corteggiamento possono fornire informazioni sull'identità di una specie. È il caso di alcune specie molto simili del complesso Maylandia zebra diffuse nel Lago Malawi: M. zebra, M. callainos, M. sp. "Zebra gold", M. emmiltos e M. fainzilberi. I maschi di queste cinque specie emettono impulsi sonori a bassa frequenza che differiscono per numero e tasso di produzione. Tra le specie studiate M. fainzilberi e M. emmiltos di Mphanga Rocks sono quelle che producono suoni con la maggiore differenza. Le altre specie del gruppo vivono a Nkhata Bay e manifestano minori differenze nei suoni perché sviluppano colorazioni abbastanza diversificate. Come dire, molto colore e poco rumore tra questi tre ciclidi.
Gli mbuna del Lago Malawi non usano perciò solo la vista per decidere se chi hanno davanti è un conspecifico o no ,oppure se è un individuo di "buona qualità" con cui vale la pena condividire i propri geni oppure un cialtrone malato da evitare come padre dei propri figli. Essi usano anche il suono in unione all'olfatto. Quanto ognuno di questi sensi conti lo potranno dire solo studi che comprenderanno un numero maggiore di specie. Ulteriori ricerche potrebbero anche mettere in maggiore risalto l'importanza del suono nella identificazione tra specie affini che vivono nella stessa località. Ma come possono evolversi simili specie in un solo luogo? La risposta è la solita: per mezzo della speciazione simpatrica, la formazione di specie in assenza di barriere geografiche. Siamo partiti dalla musica dei ciclidi e per l'ennesima volta siamo tornati alla speciazione simpatrica, il più recente chiodo fisso di chi si dedica all'evoluzione dei ciclidi. E forse anche di chi ne legge.

Simões, J. M., I. G. Duarte, P. J. Fonseca, G. F. Turner & M. C. P. Amorim (2008). Courtship and agonistic sounds by the cichlid fish Pseudotropheus zebra. J. Acoust. Soc. Am. 124: 1332-1339.

Amorim, M. C. P., J. M. Simões, P. J. Fonseca & G. F. Turner (2008). Species differences in acoustic signals among five Lake Malawi cichlid species (Pseudotropheus spp.). J. Fish Biol. 72: 1355-1368.

7 commenti:

Fabio ha detto...

Lavori davvero interessanti. Fino a qualche anno fa c'era solo qualcosa sui Trichopsis (che sono udibili anche al nostro orecchio) e qualche siluriforme.
I ciclidi non deludono mai le attese.

Per il chiodo fisso hai ragione. Qui siamo ancora tutti sotto il giogo della peripatrica di Mayr. La vedo dura...
:-)

Fabio

Anonimo ha detto...

Molto interessante!!

Chissà come influiscono in acquario i rumori prodotti da pompe, areatori, neon, ecc?

Miles

Livio L. ha detto...

Fabio: in effetti sono rimasto abbastanza di stucco dato che leggendo qualche articolo sulla produzione di suoni nei pesci trovavi pochi riferimenti nonostante i primi studi risalgano agli anni '50 se non ricordo male. Inoltre leggendo gli articoli più recenti si mettevano insieme ciclidi e Trichopsis. Insomma se ne sa poco dell'argomento.
Miles: buona considerazione. Se leggi l'articolo sul corteggiamento in Maylandia zebra noti noti un grafico interessante che evidenzia l'influsso del rumore di fondo sulla registrazione degli idrofoni in un acquario schermato ed in uno senza schermatura. Direi proprio che c'è netta differenza.

Anonimo ha detto...

Direi che probabilmente esiste anche un altro suono che e' quello emesso con il movimento degli opercoli branchiali e che consente di spostare anche molta acqua. Tipico di molti ciclidi che riproducono in arene (tipo il mossambicus) o di creni, thori, guapotes o altri biparentali che allargano molto gli opercoli per intimorire o attirare. Le melanogenys secondo me addirittura ululano :DDDDDDDDDD

ciao enrico

Livio L. ha detto...

Ho letto altro materiale sui suoni dei ciclidi e continuo a rimanere perplesso. Lo stesso autore, Amorim, in una review dice i ciclidi producono tre tipi di suoni e poi qualche riga dopo afferma che Archocentrus multispinosus ne ha quattro. Per avere una idea dei suoni prodotti dai ciclidi ci vorrà ancora molto tempo.

Alessandro ha detto...

se puo' essere utile io, nella mia piccola esperienza, quando allevavo scalari mi e' capitato di sentire a orecchio delle specie di schiocchi quando due rivali si fronteggiavano

Livio L. ha detto...

Direi che il parco suoni si amplia!