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lunedì 18 gennaio 2010

Crenicichla, ciclidi modello

Crenicichla sp. "Tapajos 1"
Fotografia di Florent de Gasperis

Buffo come ogni inizio d'anno sia accolto dalla pubblicazione di un articolo sul genere Crenicichla. Circa un anno fa, parlavo della necessità di rivedere le varie relazioni tra i gruppi di specie in questo genere alla luce soprattutto delle nuove scoperte (Crenicichla mandelburgeri, C. tesay). Ora un nuovo lavoro punta a portare un po' di chiarezza grazie all'analisi molecolare (condotta sul solito gene del citocromo b) e morfologica sulle Crenicichla del Sud America meridionale.
Riassumento molto grossolanamente i punti fondamentali dovrebbero essere questi:
- la maggior parte dei gruppi di specie identificati in passato in base a criteri morfologici (livrea, forma della testa, dati meristici) è supportata anche dall'analisi molecolare. Tuttavia non è sempre chiara la posizione di alcune specie che a seconda del tipo di analisi statistica condotta si muovono tra i diversi gruppi;
- viene identificato un nuovo gruppo definito "gruppo meridionale"che include C. vittata, C. scottii, C. punctata, C. iguassensis (simile al gruppo definito in passato C. lacustris).
- le specie che un tempo facevano parte del genere Batrachops (C. semifasciata e C. geayi, inglobate da Kullander in Crenicichla nel lontano 1986) all'analisi molecolare appaiono distinte da tutte le altre. Questo gruppo, definito "reticulata" per il fatto di possedere barre verticali invece delle solite bande longitudinali, potrebbe quindi in un futuro prossimo riottenere il nome Batrachops.
- il gruppo C. missioneira (C. missioneira, C. minuano, C. tendybaguassu, C. empheres, C. p. "Forquilha") diffuso nel bacino idrografico del fiume Uruguay può essere definito uno species flock (sciame di specie) alla pari dei ciclidi del lago Malawi, del lago Vittoria, del lago Barombi Mbo e dei laghi nicaraguensi. Per poter essere definito species flock, un insieme di specie deve infatti rispondere a tre requisiti, areale circoscritto, alto livello di endemismo, notevole parentela tra specie; caratteristiche che le "missioneira" sembrano possedere. Il fiume Uruguay, grazie alla serie di cascate e rapide che lo caratterizzano, fornisce ambienti unici per specie che amano le forti correnti e barriere alla dispersione e può essere considerato simile ad un sistema chiuso come quello di un ecosistema lacustre. Questa è un'altra prova che i ciclidi possono formare sciami di specie anche al di fuori dei laghi.
- anche i ciclidi del Sud America possono dare origine negli ambienti naturali ad ibridi. Vengono infatti presentati due possibili casi di ibridazione di Crenicichla scottii x vittata.

Non vorrei dare la sensazione che aldilà della notizia in post di questo genere termino sempre con la stessa considerazione, ma ancora una volta devo dire che per risolvere le questioni rimaste in sospeso (gruppo missioneira per esempio) occorre campionare un maggior numero di specie ed utilizzare un'analisi molecolare che prenda in considerazione anche altri geni oltre a quello mitocondriale del citocromo b. Credo anche che in futuro vedremo riabilitato il genere Batrachops poiché i dati molecolari sembrano combaciare con quelli morfologici. È inoltre possibile che Crenicichla venga smembrato in altri generi, ma questa è solo una sensazione che nasce osservando la figura 2 e 3 dell'articolo. Vedremo.


Kullander S. O., Norén M., Friðriksson G. B., Santos de Lucena C. A. 2009. Phylogenetic relationships of species of Crenicichla (Teleostei: Cichlidae) from southern South America based on the mitochondrial cytochrome b gene. J Zool Syst Evol Res. (Articolo in stampa)


3 commenti:

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