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domenica 24 gennaio 2010

Alieni tra noi: Tilapia in Italia

Oreochromis niloticus
Wikimedia commons - Bob Walker

Parlare di organismi esotici è diventato ormai un puro esercizio di stile, rimando quindi a questo post per un inquadramento più generale della questione e per un esempio eclatante. In questa sede invece segnalo la presenza di Oreochromis niloticus nel nord-est italiano. In realtà questo ciclide era già stato segnalato nell'area termale di Montegrotto Terme nel 2001, ma da allora si è diffuso in altri canali costituendo popolazioni che appaiono strutturate in classi d'età ben distinte. Oreochromis niloticus è una specie con un'ampia distribuzione naturale nell'Africa occidentale e settentrionale le cui notevoli capacità adattative le permettono di sopravvivere anche in ambienti dalle condizioni estreme. Gli autori dell'articolo prevedono che non le sarà difficile adattarsi gradualmente alle basse temperature tipiche delle acque italiane e quindi espandere il proprio areale aldilà dei corsi d'acqua termali. Attualmente il limite inferiore per quanto riguarda la temperatura sembra essere compreso tra i 9 ed i 13°C.
Con oltre 40 specie autoctone, l'Italia vantava una delle più interessenti faune ittiche europee. Ora il numero delle specie introdotte, volontariamente o per errore non importa, eguaglia il numero delle specie native. Fremo d'orrore pensando al momento in cui invece degli elaborati corteggiamenti degli spinarelli nei fontanili osserverò le amorevoli cure di una madre tilapia. Per la diffusione del persico del Nilo nel lago Vittoria è servito un secchio, forse in Italia per la tilapia è bastato un sacchetto di polietilene.

Bianco P. G., Turin P. 2010. Record of two established populations of Nile tilapia, Oreochromis niloticus, in freshwaters of northern Italy. Journal of Applied ichthyology, 26(1): 140-142.

4 commenti:

enrico ha detto...

Il problema non credo sia tanto quello della specie in se, da questo punto di vista le specie subtropicali australi di argentina, uruguay o sud africa se la passerebbero sicuramente meglio), ma quello che spesso si tratta di animali di allevamento a scopo alimentare per cui ibridi (aurusXmossambicus o niloticus) o ogm, che sono 3 o 4 volte più veloci nella crescita e il raggiungimento della maturità sessuale. Cosa peraltro già veloce nelle normali tilapia. Il nord europa è pieno di esempi del genere e si posizionano tutti in prossimità di corsi d'acqua termali o vicino a centrali elettriche o nucleari o insediamenti indutriali che eliminano acque calde. Un esempio vicinissimo a noi sono per esempio i laghi mantovani.

Livio L. ha detto...

Sul fatto che queste Tilapia siano "superdotate" hai nettamente ragione. Io volevo solo mettere in rilievo l'ennesima introduzione di un pesce alloctono. Magari in un prossimo post converebbe mettere in evidenza le caratteristiche che tu ricordi. Mi hai dato un'idea.

Livio L. ha detto...

Dimenticavo un'altra cosa. Nell'articolo si dice che questa è la prima volta che si trovano questi pesci in ambienti naturali.

enrico ha detto...

Non ho idea della situazione odierna ma a Venturina le tilapia c'erano già 10 anni fa.