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martedì 14 luglio 2009

The Superorganism: beauty, Elegance and Strangeness of Insect Societies


Un libro di 350 pagine sulle formiche? Cosa c'è da dire sulle formiche? Questa è l'usuale reazione quando parlo di formiche ai miei studenti. Incredulità, stupore, imbarazzo (forse il prof. sta diventando matto, segnali ce ne sono da tempo) si dipingono sul volto dei giovani che volenti o nolenti stanno ad ascoltarmi. Ben presto la sorpresa lascia spazio all'interesse. Le categorie di riferimento della vita sociale di questi insetti sono ben diverse dalle nostre, ma in fondo l'uomo vive di storie e sentir parlare di società gigantesche dove il lavoro è coordinato come in una multinazionale, dove la sessualità della maggior parte dei membri è repressa, dove l'agricoltura è stata scoperta molto prima dell'origine dell'uomo, attira anche le menti più restie ad entrare in contatto con esseri viventi diversi da loro. Da quando le formiche sono entrate di diritto tra i miei argomenti oggetto di lezione il riferimento principale è sempre stato il libro "Formiche" di Bert Hölldobler e Edward O. Wilson che risale al 1994 (1997 nell'edizione italiana). Si tratta del riassunto della monografia del 1990 con cui gli autori vinsero il premio Pulitzer. Ad oltre 18 anni di distanza i due hanno edito un nuovo volume, "The Superorganism", un'opera monumentale per formato (522 pagine, 202 x 254 mm di pagina), per immagini e illustrazioni (110 a colori e 100 in bianco e nero, anche se a dire il vero molte delle fotografie sono già presenti in Formiche) e per comprensibilità. Stavolta non sono le formiche a monopolizzare la scena, ma i superorganismi, le società di insetti che possiedono un'organizzazione analoga ai singoli organismi. Una colonia di formiche o di api, per esempio, è suddivisa in regine ed operaie che sono l'equivalente dei genitali, le prime, e di tutti gli altri tessuti corporei, le seconde. Lo scambio di alimenti tra i vari membri di una colonia imita il sistema circolatorio mentre il sistema immunitario è costituito dalla casta dei soldati e i paragoni potrebbero continuare a lungo.
Il saggio parte dall'origine dei superorganismi. In seguito si scopre che l'organizzazione di un superorganismo si fonda su semplici comandi (regole, algoritmi? Chiamateli come volete) che guidano le azioni delle singole unità di una colonia nella vita quotidiana, che i superorganismi sono di vari tipi ed organizzazioni, che i più complessi sono quelli delle formiche tagliafoglie, che esistono conflitti continui tra le operaie...
Libro riuscito quindi? Qualche ombra c'è. A differenza del precedente volume, questo è di lettura più difficoltosa, soprattutto nelle prime 150 pagine. Questo è un libro specialistico, mentre Formiche era divulgativo, ma la mia difficoltà non sta tutta qui. Illuminante è stata la confessione di Wilson e Hölldobler a riguardo del disaccordo (se avete possibilità di leggere Science cliccate qua per collegarvi all'intervista-confessione dei due) che si è prodotto tra i due . I due dissentono tra loro per quanto riguarda l'origine della eusocialità. Wilson pensa che siano le condizioni ambientali a portare alcuni insetti alla cura dei giovani facendo così scattare uno dei requisiti per lo sviluppo della socialità (la presenza di più generazioni in un unico complesso). Hölldobler invece crede che responsabile dell'origine di un superorganismo sia la selezione di parentela. La selezione di parentela è una particolare forma di selezione naturale che si sviluppa tra individui imparentati che favorisce comportamenti dannosi per il singolo se portano beneficio agli altri membri del gruppo. Nel testo non si coglie apertamente questo disaccordo, ma a posteriori credo che il tentativo di far combaciare in qualche modo le due posizioni abbia contribuito ad appesantire la prima parte.
Interessanti, ma controversi sono i capitoli 7 (The Rise of the Ants) e 8 (Ponerine Ants: The Great Radiation) riguardanti l'evoluzione delle formiche entrambi redatti da Wilson. Controversi perché? Wilson sembra aver tralasciato gli sviluppi degli ultimi vent'anni al punto che alcuni mirmecologi lo hanno duramente criticato. Per esempio l'autore insiste nel considerare monofiletici alcuni gruppi di formiche poneromorfe, ma ormai sembra essere l'unico a insistere in questa ipotesi. Attenzione quindi a questi capitoli, andrebbero letti solo accompagnati da testi più recenti (eccone alcuni: Astruc et al 2004, Moreau et al 2006, Brady et al 2006, Ouellete et al 2006, Rabeling et al 2008).
Volete sapere se The Superorganism diventerà il mio prossimo testo di riferimento? Sicuramente! È ben scritto e tratta argomenti che il precedente non trattava. Va solo integrato, d'altronde il saggio scientifico perfetto non esiste!

THE SUPERORGANISM
The Beauty, Elegance, and Strangeness of Insect Societies By Bert Hölldobler and Edward O. Wilson Illustrated. 522 pp. W. W. Norton & Company. $55

5 commenti:

tupaia ha detto...

interessante. Beato te che riesci a parlare di eusocialita' coi piccoli mostri. I miei non sapevano distinguere una vongola da un pomodoro...

Anonimo ha detto...

wow!! se in italiano esiste vedo di procurarmelo :-)
esiste vero?????

cla

Livio L. ha detto...

@Tupaia: alcune volte ti danno comunque soddisfazione. Per esempio quando durante la gita all'acquario di Genova hanno usato correttamente il termine "zona fotica"!

@cla: non so se esiste la versione italiana, ma credo che sia troppo tecnico per essere tradotto. Spero di essere smentito.

Marco F ha detto...

Quindi val la pena? Ho letto molte critiche negative, oltre a quelle sulla tassonomia.

Marco Ferrari

Livio L. ha detto...

@Marco: secondo me vale la pena perché aggiorna Formiche, anche se non è alla sua altezza. Ho letto qualche critica, ma poche, proprio per non farmi influenzare.