Il 2008 è stato relativamente avaro per quanto riguarda gli articoli scientifici sui ciclidi del lago Malawi. Potete farvene un'idea guardando la bibliografia di questo sito. È una bibliografia puntuale, ma non esaustiva; per questo post scelgo un articolo che non vi è riportato. Trovate l'abstract qua.
La sessualità nei pesci può essere molto diversa da quella umana. Una persona nasce uomo oppure donna e tale rimane o perlomeno rimaneva fino a quando la chirurgia ed il controllo ormonale non ci hanno messo lo zampino. In gran parte dei pesci invece il sesso non dipende esclusivamente dai cromosomi, ma anche dall'ambiente inteso come ambiente fisico e sociale. Per esempio almeno 14 famiglie di pesci sono ermafrodite. Questo significa che un individuo può avere contemporaneamente ovaie e testicoli funzionanti, questo è l'ermafroditismo sincrono, oppure può cambiare sesso durante la sua vita, e questo è l'ermafroditismo sequenziale. La forma più comune di ermafroditismo sequenziale è la proteroginia (un individuo è dapprima femmina e poi diventa maschio), ma esiste anche la condizione inversa.
Nonostante il cambiamento di sesso delle tilapia mediante somministrazione di ormoni steroidei sia una pratica comune, in natura non è mai stato facile documentare il fenomeno. Per amor di verità la reversione sessuale è scarsamente documentata non solo nei ciclidi, ma in tutti i pesci d'acqua dolce. Il problema sta nel fatto che identificare il sesso di un pesce unicamente dalla livrea può indurre in errore. Lo sanno gli acquariofili che hanno allevato femmine di Melanochromis auratus che mostravano colorazioni maschili. Sembravano maschi, ma erano indubbiamente femmine. Eppure i ciclidi mostrano caratteristiche che lasciano pensare che i cambiamenti di sesso in natura avvengano: presenza di oociti nei testicoli, maschi di grandi dimensioni contrapposti a femmine di ridotte dimensioni, percentuale superiore di femmine rispetto ai maschi... Nulla di strano per un gruppo di pesci che viene generalmente collegato al gruppo dei Labroidei, sottordine che include ciclidi, labridi, pomacentridi ed embiotocidi, dove cambiare sesso è normale quanto cibarsi. Ora non mi soffermo sul fatto che l'inclusione dei ciclidi nel gruppo dei Labroidei appaia dubbia, ma chi è interessato alla questione può leggere questo articolo liberamente scaricabile.
Nonostante le premesse, fino ad ora solo tre ciclidi si sono rivelati proterogini al di là di ogni dubbio: Crenicara punctulata, Satanoperca jurupari e Maylandia cf. livingstonii dell'articolo in questione. Per chi fosse alla ricerca di qualche riferimeno bibliografico ecco i link per le prime due specie: Crenicara punctulata, Satanoperca jurupari.
Tornando al Malawi il cambiamento di sesso in M. livingstonii è stato indotto sperimentalmente mediante la preparazione di piccoli acquari divisi in due scomparti da una lastra di plexiglas . In uno stava un maschio, mentre nell'altro tre femmine. Dopo circa un mese il maschio veniva rimosso. In un caso su otto una femmina ha sviluppato caratteristiche maschili ed ha fecondato le femmine rimaste. Un secondo genere di esperimenti ha previsto l'allevamento di gruppi di femmine prive di maschi. Anche in questo caso un individuo ha mostrato un deciso cambiamento di colorazione e di comportamento ed in seguito ha fecondato alcune femmine.
Fenomeni del genere sono comuni nei pesci marini dove in molte specie i maschi hanno vita breve, soprattutto se mostrano colorazioni vivaci e perciò ben visibili ai predatori. È ormai provato che perché il cambiamento di sesso possa avvenire è necessario che siano presenti consistenti gruppi di individui. Se possiamo applicare gli stessi criteri ai ciclidi in acquario quindi non basterebbe allevare 3-4 femmine e soprattutto non bastarebbero poche settimane di allevamento, ma alcuni mesi.
Per finire una breve considerazione tassonomica sull'identità di M. livingstonii. Tralascerò la diatriba sul corretto nome del genere, Maylandia o Metriaclima. Ad Konings riporta che livingstonii non è mai stato commercializzato sotto il suo vero nome, ma come Pseudotropheus elegans. Una specie molto simile a M. livingstonii è M. lanisticola che spesso vive in simpatria con livingstonii. Ovviamente capire in natura con quale specie hai a che fare delle due non è semplice ed in passato si era arrivati alla conclusione che lanisticola e livingstonii fossero sinonimi. Gli esemplari serviti per gli esperimenti di cambiamento di sesso provengono da individui raccolti a Mazinzi Reef, località dove è presente anche M. lanisticola. Capisco perché nel titolo dell'articolo sia presente cf., abbreviazione latina che significa confronta e che viene utilizzata quando si hanno dubbi di identificazione. Lo stupore aumenta se penso che Stauffer, uno degli autori del lavoro, è colui che in passato ha esaminato le collezioni tipo della specie giungendo a mettere in sinomia elegans con livingstonii. C'è una sola ed ultima faccenda che non capisco: perché nell'articolo si continua a parlare di livingstoni mentre la grafia corretta dovrebbe essere livingstonii? C'è qualcos'altro che non so?
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