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sabato 9 maggio 2015

Nuovi generi, nuove specie e convegni.

Un nuovo genere di ciclidi sudamericani (Rondonacara), la prima specie dell'anno (Teleogramma obamaorum!), nuove analisi dei ciclidi del lago Tanganica (melting pot lo chiamano), il nuovo libro di Ad Konings, nuovi pesci nei miei acquari (non ci crederete quando vi dirò le specie). Quante notizie e così poco tempo.
Nel frattempo domani siamo a parlare di ciclidi a Offanengo (CR). Ospite Uwe Werner. Io ci sarò.



giovedì 23 aprile 2015

#Ioleggoperché: L'arte di collezionare mosche, Relicts of a Beatiful Sea

Fin da quando esistono, i biologi sono andati sulle isole per non impazzire di sovrabbondanza. Le isole diventano delle specie di generalizzazioni. Modelli esplicativi. E dove non ci sono isole bisogna inventarsele. Se non altro per divertimento.
L'arte di collezionare mosche


Io leggo perché ho bisogno di storie. E se ti emozioni al volo di un una farfalla, di fronte all'ovatura di una rana, al richiamo di un rospo smeraldino, questi due libri sono per te. Ti porteranno in mondi dove ti puoi illudere di cristallizzare la bellezza delle infinite forme bellissime in una teca di vetro oppure di poter sopravvivere in un deserto pur essendo un pesce o un anfibio.



Oggi è la giornata mondiale del libro e dei diritti d'autore e questo è il mio breve contributo all'iniziativa Io leggo perchè



lunedì 8 luglio 2013

Terre d'acqua?

Riprendo l'attività di questa creatura bistratta con un cloud dell'ormai "mitico" libro sui fontanili. Oggi il capitolo sui pesci che ha forma quasi completa. Wordle mi piace e mi dà un'idea dell'evoluzione della stesura del testo. 

Anche le musiche del documentario stanno prendendo forma grazie alla premiata ditta Cumino. Si pone la questione del titolo e ieri tra proposte di ogni tipo è uscita Terre d'acqua. Che ne dite?
Buona estate.

lunedì 16 luglio 2012

Divagazioni estive: Dawkinsia

L'estate spinge a leggere e per Mahengechromis significa sconfinare in territori poco noti. Così su consiglio del Percomorfo si finisce tra i ciprinidi e in particolare sull'ultimo numero di Ichthyological exploration of freshwaters dove è presente un contributo su Puntius, un genere contenitore che per numero di specie (120) ha poco da invidiare a Haplochromis. Vista la temperatura e dato l'andazzo tassonomico degli ultimi tempi dico solo che nella revisione di Puntius spuntano tre nuovi nomi, Dravidia, Pethia (P. nigrofasciata e P. conchonius, giusto per citare un paio di specie di interesse acquariofilo) e Dawkinsia. Quest'ultimo, che raggruppa le specie dell'isola di Sri Lanka e dell'India meridionale, è dedicato a Richard Dawkins, biologo e autore che non credo occorra presentare. A breve Crenicichla chicha, sperando di poter pubblicare le fotografie della specie.

Scaricate l'articolo, è open access:

Pethiyagoda, Rohan, Madhava Meegaskumbura and Kalana Maduwage: A synopsis of the South Asian fishes referred to Puntius (Pisces: Cyprinidae). Ichthyological Exploration of Freshwaters, 23(1): 69-95.

A. Dawkinsia filamentosa, B. Dawkinsia assimilis.

Collins RA, Armstrong KF, Meier R, Yi Y, Brown SDJ, et al. (2012) Barcoding and Border Biosecurity: Identifying Cyprinid Fishes in the Aquarium Trade. PLoS ONE 7(1): e28381.

 

giovedì 22 marzo 2012

La saga continua


È passato quasi un anno dall'allestimento dell'acquario dedicato ai fontanili al Museo di Scienze Naturali di Bergamo. Nel frattempo le piante hanno invaso la vasca per fermarsi nella crescita al momento che la temperatura ha toccato i 13,5°C. I pesci (vaironi soprattutto) hanno passato l'infestazione da Icthyophthirius multifillis che li aveva colpiti e sono raddoppiati di dimensioni. Durante l'inverno la competizione continua tra vegetali e alghe ha segnato un punto per le alghe e ha visto la resa dell'Elodea. Oggi abbiamo cambiato le regole. Le specie tropicali che fino ad ora avevano accompagnato la vasca durante il periodo di rodaggio sono state sostituite da piante nostrane tipiche dell'ambiente di risorgiva: sedanina d'acqua (Berula erecta), menta acquatica (Mentha aquatica) e nontiscordardimé delle paludi (Myosotis scorpioides). Nei prossimi giorni posterò una fotografia della vasca arredata.
In quest'anno abbiamo capito che è necessario aumentare l'impianto di illuminazione e che probabilmente è sottodimensionato. Rimane ancora da capire se il refrigeratore riuscirà a mantenere la temperatura su valori accettabili (temo di no!, per ora siamo sui 15°C mentre nei fontanili ci aggiriamo intorno ai 14°C). Insomma, la saga continua e a breve mi aspetto che i ciprinidi maschi della vasca mostrino le loro migliori colorazioni e i "bottoni nuziali". Stay tuned.


PS: siete interessati ad altre fotografie della preparazione del capodoglio?

giovedì 1 marzo 2012

Pianta un albero, scrivi un libro, fai un figlio

"Hai capito?" A parlarmi nella bella mattinata etiope mentre costellavo di buche il campetto che di lì a poco avrebbe accolto alcuni alberi era un amico che da allora non ho più visto. "È un detto africano. Pianta un albero, scrivi un libro, fai un figlio. È lo scopo della vita." Capivo che piantare alberi era importante o che avere dei figli poteva esserlo. Tuttavia pensavo che nella vita media di un subsahariano la scrittura di un libro aveva un valore marginale, anche perché scrivere un libro, o peggio ancora leggerlo, non rientra neppure tra gli interessi di un italiano medio, ma anche no. Oppure che in Africa quello che conta è la tradizione orale. L'amico niente. Scuoteva la testa e mi osservava come un pensionato accorso a vedere i lavori stradali mentre sbadilavo il terreno come solo chi non ha lavorato mai la terra in vita sua sa fare. 
Ora, a oltre venticinque anni di distanza da quel giorno, mi è venuta in mente quella conversazione. Di alberi, infatti, ne ho piantati parecchi e gran parte sono pure cresciuti, di figli ne ho due e con loro non basta limitarsi a innaffiarli regolarmente per una crescita ottimale, di libri ne possiedo un discreto numero in biblioteca, ma nessuno è mio, nel senso prodotto da me. Ora questo ultimo traguardo sta per cadere. Per una inaspettata congiunzione astrale si sta materializzando il finanziamento di una fondazione locale che renderà possibile la pubblicazione del libro sui fontanili con cui vi sto tormentando da anni. Ad accompagnarlo ci dovrebbe essere anche un documentario che è ancora in cerca di finanziamento e di cui al più presto presenterò il trailer. Tornando al libro, non affannatevi a cercarlo in libreria quando sarà pronto o tra le 170 pubblicazioni giornaliere di libri, esso non sarà messo in vendita immagino e per questo è possibile che a tempo debito sia reso disponibile in un qualche formato che possa essere scaricato. Le fotografie avranno ampio spazio e il fotografo principale sarà  Fabio Liverani.



Qua sopra invece dei pesci che con i fontanili non centrano nulla. Sono un paio di gobidi adriatici tratti dalle collezioni del Museo di Scienze Naturali di Bergamo che mi hanno piacevolmente impegnato tra mail spedite in fretta e furia agli esperti, interpretazione delle chiavi dicotomiche, osservazioni al microscopio. Sotto invece una fotografia di un grande mammifero che stanno preparando al Museo per l'esposizione. Se volete sapere cos'è guardatevi il video (quello nell'immagine non sono io).
Insomma, non riesco a levarmi il pensiero che il proverbio africano possa avere ragione e che uno si ritrovi senza scopo. Meglio togliersi qualche sfizio e cercare nuove sfide.


domenica 8 gennaio 2012

L'Africa minacciata


È disponibile il volume sulla biodiversità delle acque dolci africane (per scaricarlo basta aprire questo link) redatto dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Con una copertina del genere non rischia di passare inosservato. Vi trovate molto di quello che è passato sul blog: laghi di cratere, Tilapia, la decimazione dei ciclidi del Lago Vittoria, i pesci delle rapide. Si tratta del resoconto di alcuni gruppi di lavoro che hanno analizzato le minacce alla biodiversità delle acque dolci africani concentrandosi su alcuni gruppi di organismi indicatori. Tali gruppi hanno incluso pesci, molluschi acquatici, damigelle e libellule (gli Odonati), granchi e piante acquatiche. Ad una rapida occhiata, le minacce alla biodiversità non sono molto diverse da quelle che l'Europa sta affrontando: inquinamento, captazione e incanalamento delle acque, disturbo ambientale, pesca eccessiva, transfaunazioni (lo spostamento di specie autoctone in aree estranee), deforestazione, sedimentazione, distruzione degli habitat... Alla fine tutto il mondo è paese.

martedì 26 ottobre 2010

Le tilapia cinesi alla conquista del mondo.

Wikimedia Commons, Midgley DJ


Sono tilapia e di provenienza cinese, il che vuol dire che costano meno, molto meno di tutte le altre. Sanno di poco e per questo sono appetite da gran parte del mercato. Se leggete gli ingredienti sulla confezione trovate tilapia e monossido di carbonio (tranquilli, l'uso del monossido di carbonio è permesso in Europa e negli USA). Quest'ultimo viene spalmato sul pesce per conservarne il colore e per farlo sembrare più fresco. Tutto questo comunque non basta per fermarne l'irresistibile ascesa nelle mense di scuole e ospedali americani. A breve saranno anche nei nostri piatti insieme al persico del Nilo?
Se ne volete sapere di più leggete Il Sole 24 Ore e guardate il video di Businessweek che oggi si occupano di ciclidi.

Ringrazio Andrea Varisco per aver segnalato la notizia.

mercoledì 20 ottobre 2010

Update e buona giornata delle Missine

Anton Lamboj mi ha scritto a riguardo degli Hemichromis letourneauxi che... Leggetevi l'aggiornamento.
Dimenticavo, Buon Hagfish Day a tutti (se non sapete cosa sono le missine, vertebrati dell'ordine dei Missiniformi, – ci tengo a specificarlo – ecco il link a wikipedia).

Wikimedia Commons



domenica 10 ottobre 2010

Un alieno, due alieni, tre alieni... una folla di specie alloctone

Amatitlania nigrofasciatus.
Wikimedia Commons, Hippocampus

A gennaio avevo parlato di un nuovo rinvenimento di Oreochromis niloticus in una località italiana, ma la notizia di oggi è che ormai in Italia non ci si limita a rinvenire specie aliene isolate, ma intere comunità alloctone. È il caso di un corso d'acqua toscano alimentato da acque termali che vede oltre al solito Oreochromis niloticus anche Amatitlania nigrofasciatus, Hemichromis sp, Poecilia sphenops e Pterygoplichtys pardalis! Dai dati raccolti le popolazioni di ciclidi sono costituite da varie classi d'età, indizio che si arriva alla riproduzione, perlomeno nelle acque termali.
Non si conosce come tutte queste specie siano arrivate a Fossa Calda, ma nell'articolo si ipotizza il rilascio intenzionale (avete presente che fine fanno le varie tartarughe acquatiche in commercio una volta che crescono troppo?). I tropici sono alle porte e li abbiamo portati noi.


Piazzini S., Lori E., Favilli L., Cianfanelli S., Vanni S., Manganelli G. 2010. A tropical fish community in thermal waters of southern Tuscany. Biol Invasions, 12: 2959–2965.

sabato 29 maggio 2010

La Stazione Zoologica Anton Dorhn a rischio di estinzione


È giunta voce che la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli rischia la soppressione. Forse si è ancora in tempo per salvarla. Leggete qui oppure questa pagina in inglese.

martedì 11 maggio 2010

Congresso AIK 2010


Dopo alcuni classici della stagione italiana dei congressi a sfondo acquariofilo non poteva mancare quello dell'Associazione Italiana Killifish (AIK). La 18° edizione si terrà il 22 maggio e qui trovate il programma della manifestazione.
I killifish, o più semplicemente killi, sono pesci affascinanti e rappresentano un vero e proprio rompicapo. Alcuni gruppi vivono in ambienti permamenti, mentre altri si sono specializzati per la vita in habitat effimeri. La vita di queste specie non supera i nove mesi ed è dedicata quasi totalmente alla riproduzione. Inutile dire che rappresentano un must nello studio dell'invecchiamento.

venerdì 12 febbraio 2010

Tanti auguri Mr. Darwin

Image by Colin Purrington via Flickr


Buon Compleanno Mr. Darwin (201).

Per chi volesse rileggerlo, il post che ho dedicato al legame che unisce Darwin ed i ciclidi lo trovate qua.

lunedì 8 febbraio 2010

Ultim'ora: il re d'aringhe


Regalecus glesne - Re d'aringhe
Wikimedia Commons

Interrompo la normale programmazione per una notizia sensazionale: è stato filmato un re d'aringhe (Regalecus glesne), una specie che con i suoi 17 metri è il pesce più lungo del mondo, e della cui biologia, data l'abitudine a frequentare l'ambiente abissale (generalmente dai 200 ai 1000 m di profondità), si conosce ben poco.
Qui potete guardare il filmato che rappresenta probabilmente la prima ripresa di questa specie in natura. Non si tratta di un ciclide, ma è un pesce che mi ha sempre attratto.

giovedì 4 febbraio 2010

Firmiamo per il Darwin Day di Milano

Ho seguito tutti i Darwin Day di Milano, in videoconferenza o dal vivo. Quest'anno non ne avrò la possibilità dato che i mancati finanziamenti hanno decretato la fine di questa notevole iniziativa culturale. Perché non accada più, firmiamo qui.

domenica 24 gennaio 2010

Alieni tra noi: Tilapia in Italia

Oreochromis niloticus
Wikimedia commons - Bob Walker

Parlare di organismi esotici è diventato ormai un puro esercizio di stile, rimando quindi a questo post per un inquadramento più generale della questione e per un esempio eclatante. In questa sede invece segnalo la presenza di Oreochromis niloticus nel nord-est italiano. In realtà questo ciclide era già stato segnalato nell'area termale di Montegrotto Terme nel 2001, ma da allora si è diffuso in altri canali costituendo popolazioni che appaiono strutturate in classi d'età ben distinte. Oreochromis niloticus è una specie con un'ampia distribuzione naturale nell'Africa occidentale e settentrionale le cui notevoli capacità adattative le permettono di sopravvivere anche in ambienti dalle condizioni estreme. Gli autori dell'articolo prevedono che non le sarà difficile adattarsi gradualmente alle basse temperature tipiche delle acque italiane e quindi espandere il proprio areale aldilà dei corsi d'acqua termali. Attualmente il limite inferiore per quanto riguarda la temperatura sembra essere compreso tra i 9 ed i 13°C.
Con oltre 40 specie autoctone, l'Italia vantava una delle più interessenti faune ittiche europee. Ora il numero delle specie introdotte, volontariamente o per errore non importa, eguaglia il numero delle specie native. Fremo d'orrore pensando al momento in cui invece degli elaborati corteggiamenti degli spinarelli nei fontanili osserverò le amorevoli cure di una madre tilapia. Per la diffusione del persico del Nilo nel lago Vittoria è servito un secchio, forse in Italia per la tilapia è bastato un sacchetto di polietilene.

Bianco P. G., Turin P. 2010. Record of two established populations of Nile tilapia, Oreochromis niloticus, in freshwaters of northern Italy. Journal of Applied ichthyology, 26(1): 140-142.

venerdì 1 gennaio 2010

Buon anno!

Il 2009 è stato il primo anno "intero" per Mahengechromis ed è stato molto positivo: ho visto crescere il numero dei lettori e degli accessi ed i commenti non sono mancati. Un appello tuttavia lo voglio stendere: intervenite di più, senza paura, nella scienza e nell'acquariofilia tutti hanno diritto di parola. Devo confessare che mi sono divertito parecchio ad aggiornare il blog e spero che questa sensazione valga anche per chi mi legge.
Nel giorno tradizionalmente dedicato ai propositi per l'anno nuovo un paio di pensieri mi occupa la mente. Come mai in Italia esistono così pochi blog incentrati sugli acquari o sul mondo acquatico? È vero, nel resto del mondo la situazione non sembra esseremigliore, ma basta indagare un attimo sulla realtà spagnola e, per esempio, appaiono tanti blog incentrati esclusivamente sui ciclidi del lago Tanganica. In Italia praticamente non c'è nulla di paragonabile. Perché? Eppure l'Italia è notoriamente il paese dove le persone che scrivono sono molte più di quelle che leggono.
Il secondo pensiero riguarda invece i contenuti del blog. Questo blog ha a che fare frequentemente con una disciplina che appare spesso astratta e demodè: la tassonomia. Alcuni l'hanno affermato che "la tassonomia ha scarsa rilevanza per l'acquariofilo", tuttavia mi permetto di insistere. Se vado ad osservare le statistiche dei post, quelli con le maggiori letture sono i post sulle nuove specie, post dove intenzionalmente non mi limito ad una semplice interpretazione dell'articolo di descrizione della specie, ma introduco sempre qualche riflessione, corretta o sbagliata che sia. È questo interesse, che credo non si limiti solo al fatto che viene alla ribalta una nuova specie e che interpreto come un incoraggiamento, che mi spinge a perseverare. Sono tuttavia convinto che la tassonomia è una scienza che vale la pena raccontare a tutti ed un acquariofilo, o chiunque ami la natura in generale, non può evitarla. Per finire confesso che non ho dimenticato i post suggeritomi in passato, uno per tutti quello riguardante l'origine dei ciclidi africani; posso solo dire che sono in cantiere.
Buon anno a tutti!

domenica 27 dicembre 2009

Intermezzo

Un gruppo di femmine di spinarello (Gasterosteus aculeatus) in un fontanile.
Fotografia di Marco Fava.

Pochi pesci hanno contribuito alla comprensione dell'evoluzione per selezione naturale e del processo di speciazione come lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) che ha impegnato generazioni intere di scienziati di cui Niko Timbergen, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1973 con Karl von Frisch e Konrad Lorenz, è forse il più illustre esempio. Probabilmente tutto ciò è dovuto al fatto che lo spinarello è un telesteo inusuale. Ha un areale molto ampio che lo vede colonizzare sia l'emisfero boreale che l'australe. Vive sia in acqua dolce che in mare, adattandosi ad ampi intervalli di salinità e temperatura che lo spingono a manifestare notevoli variazioni morfologiche. Le reazioni degli studiosi a tanta diversità sono state altrettanto ampie e diversificate ed in passato si è arrivati ad avere oltre 50 specie differenti che ora sono state riunite in 4 taxa validi.
Se leggerete l'ultimo corposo numero di Journal of Fish Biology (Novembre 2009) potrete cogliere i due grandi filoni di ricerca che interessano questo pesce. Il primo riguarda il comportamento dello spinarello, in particolare del maschio durante la fase riproduttiva che anch'io ho potuto osservare questa primavera in natura. L'altro filone riguarda invece le variazioni morfologiche, fisiologiche e comportamentali della specie.
Buona lettura, nel caso spinarello troverete tutti i grandi temi dell'evoluzionismo, passato, attuale e futuro.

Maschio in livrea riproduttiva di spinarello (Gasterosteus aculeatus).
Fotografia di Marco Fava.

PS: le immagini che accompagnano questo post sono un piccolo saggio dell'apparato iconografico del libro che sto scrivendo sui fontanili e che dovrebbe vedere la luce nel 2010.

lunedì 3 agosto 2009

Un appello

Le vacanze mi hanno distratto da una importante battaglia culturale e seppure in ritardo mi ci metto anch'io. Salviamo il Museo di Storia Naturale di Milano. Firmiamo numerosi.


Sign for Aiutaci a salvare il Museo di Storia Naturale di Milano

domenica 17 maggio 2009

Sono tornato!

Sono tornato, cioè in realtà non me ne sono mai andato, ma è stato un periodo così, un po' teso. Tornando ad argomenti di interesse più vasto delle vicende personali del sottoscritto posso dire che tra le molte letture in cui sono attualmente impegnato vi è anche "The superorganism" della premiata ditta Hölldobler e Wilson. Perciò stamattina quando sono inciampato in un tronco che era sede di un formicaio non ho saputo resistere alla tentazione ed ho fotografato per la prima volta delle formiche. I risultati non sono un gran che, le formiche sono troppo veloci per i miei gusti e soprattutto per la mia capacità di mettere a fuoco, ma pubblico ugualmente le immagini perché mi piacerebbe sapere che specie ho immortalato. Forza, c'è qualche mirmecologo che mi legge che vuole aiutarmi? (Se volete vedere qualche fantastica immagine di formiche guardate questo blog).
Non pensiate che durante la mia assenza nella blogosfera non sia uscito nulla di interessantea riguardo dei ciclidi. Ci sono moltissimi articoli freschi di stampa che ho speranza di commentare nei prossimi giorni.


Fotografie di Livio L.