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venerdì 10 agosto 2012

La cena entomofoga: casu marzu

Ai soldati del Barbarossa venne offerto come afrodisiaco, a noi invece come prodotto di nicchia e leccornia. Sto parlando del "formaggio saltante", anzi dei formaggi saltanti, che la sera del 7 luglio al Museo di Scienze Naturali di Bergamo ho avuto modo di degustare: casu marzu (formaggio marcio significa, sardo di origine) e nisso (piacentino). Vengono detti saltanti perché la larva della mosca casearia è in grado di effettuare salti di oltre 15 cm come ho avuto modo di constatare inseguendone alcune sul tavolo di degustazione. A detta dell'esperto Davide Oltolini i due formaggi si differenziano per il sapore, ma evidentemente il mio palato poco allenato non è grado di cogliere le fini sfumature che li distinguono. Il casu marzu è giunto da Oliena grazie a Antonio Putzu che ha offerto una brillante introduzione al prodotto e a tutto ciò che vi gira intorno.
Alla degustazione eravamo in 200, alcuni giunti da Lucca e dalla Val d'Aosta, e ci siamo avventati come le cavallette, anzi come i grilli offerti a complemento, sulle varie forme. Potete trovare una breve introduzione al programma della serata e a Piophila casei qui. Ed ora spazio alle immagini.


Le due forme di casu marzu e di nisso in secondo piano.





Incontro ravvicinato con il casu marzu, VIP dei formaggi saltanti.


Il nisso, formaggio che non praticamente mercato, chissà perché.

Se volete sapere di più sull'entomofagia, ascoltate l'intervento del Direttore del Museo Marco Valle alla trasmissione "Occhio alla spesa" (ho assaggiato i piatti sopravvissuti al ritorno in aereo!).



giovedì 9 agosto 2012

La scienza dell'acquario

"Quindi solo chi ama le scommesse e adora le materie scientifiche e ha la pazienza di un santo è un perfetto candidato per diventare un buon acquariofilo."
Niccolò Ammaniti

Su Wired di Agosto il racconto di come negli anni '90 Niccolò Ammaniti si sia avvicinato agli acquari. Si parla di resilienza, acquari aperti, fascinazione. Una pagina da leggere per scoprire la propria identità e per sentirsi parte di un gruppo perché noi acquariomuniti in fondo siamo animali sociali.

lunedì 16 luglio 2012

Divagazioni estive: Dawkinsia

L'estate spinge a leggere e per Mahengechromis significa sconfinare in territori poco noti. Così su consiglio del Percomorfo si finisce tra i ciprinidi e in particolare sull'ultimo numero di Ichthyological exploration of freshwaters dove è presente un contributo su Puntius, un genere contenitore che per numero di specie (120) ha poco da invidiare a Haplochromis. Vista la temperatura e dato l'andazzo tassonomico degli ultimi tempi dico solo che nella revisione di Puntius spuntano tre nuovi nomi, Dravidia, Pethia (P. nigrofasciata e P. conchonius, giusto per citare un paio di specie di interesse acquariofilo) e Dawkinsia. Quest'ultimo, che raggruppa le specie dell'isola di Sri Lanka e dell'India meridionale, è dedicato a Richard Dawkins, biologo e autore che non credo occorra presentare. A breve Crenicichla chicha, sperando di poter pubblicare le fotografie della specie.

Scaricate l'articolo, è open access:

Pethiyagoda, Rohan, Madhava Meegaskumbura and Kalana Maduwage: A synopsis of the South Asian fishes referred to Puntius (Pisces: Cyprinidae). Ichthyological Exploration of Freshwaters, 23(1): 69-95.

A. Dawkinsia filamentosa, B. Dawkinsia assimilis.

Collins RA, Armstrong KF, Meier R, Yi Y, Brown SDJ, et al. (2012) Barcoding and Border Biosecurity: Identifying Cyprinid Fishes in the Aquarium Trade. PLoS ONE 7(1): e28381.

 

mercoledì 4 luglio 2012

La cena entomofaga: il programma



Mancano pochi giorni alla cena a base di insetti. Ve la state facendo sotto?
Invito i decisi a tutto ad andare sul sito del Museo di Scienze Naturali di Bergamo per leggere il programma della serata. Come già anticipato, l'ospite d'onore è il formaggio con i vermi, il formaggio dopato dal dittero Piophila casei, una mosca grande la metà di quella domestica che si diverte a deporre le uova in sostanza putrescente come tante altre specie affini. L'orologiaio miope ha parlato recentemente del ciclo vitale della Piophila e quindi rimando al suo post per i particolari, soprattutto raccapriccianti. Dal testo arguisco che probabilmente l'orologiaio è prevenuto nei confronti dei formaggi e del cibarsi di insetti e in effetti devo confessare che il mio palato poco educato a chitina e derivati continua a ritenere che i primi posti di una eventuale classifica degli alimenti più gradevoli debbano andare a affettati come il salame e il culatello.
Voglio però tranquillizzarvi. Per riuscire a dare notizie accurate dell'evento mi sono procurato un taccuino adatto alla serata.

lunedì 25 giugno 2012

Addio solitario George


Flickr, Putneymark

Ieri è morto "George il solitario", l'ultimo rappresentante di Chelonoidis nigra abingdoni, (che sia specie o sottospecie non importa molto ora). Fu scoperto dal biologo Joseph Vagvolgyi nel 1971 a oltre sessant'anni dall'ultimo avvistamento di tartarughe sull'isola di Pinta nell'arcipelago delle Galapagos. Nessuno è stato in grado di dare un'indicazione precisa dell'età di George, si suppone che sia un individuo centenario, ma si tratta di supposizioni dato che il sistema universalmente indicato per datare le tartarughe, la conta degli anelli del carapace, non è per nulla affidabile. Per salvaguardare l'ultimo esemplare della sottospecie, una delle cause principali di morte delle tartarughe giganti sembra essere la caduta dai dirupi, George fu portato ben presto alla stazione di ricerca Charles Darwin sull'isola di Santa Cruz. Da allora George ha vissuto nella stazione di ricerca conducendo la classica vita da tartaruga  destreggiandosi tra la ricerca di cibo e lievi infortuni e rare patologie (una brutta caduta e un sospetto gonfiore sul collo per esempio). 
George non ha lasciato eredi; i ripetuti tentativi di accoppiarlo con individui di sottospecie simili non hanno mai prodotto risultato. Ci lascia così un'icona planetaria della biodiversità in pericolo. Addio George, ci mancherai.



Se volete conoscere vita e miracoli di George consiglio l'ottimo libro di Henry Nicholls "George il solitario".

giovedì 21 giugno 2012

Entomologo o entomofago?

Anche quest'anno torna BergamoEstate 2012 con una serata dedicata all'entomofagia. Se vi siete persi le edizioni precedenti potete recuperarne il racconto qui e qui. Dal programma sembra che siano previsti solo assaggi, ma noi tutto speriamo in una cena vera e propria! Le prime indiscrezioni parlano di formaggi e larve.
Anche quest'anno dovrei esserci. E voi?


sabato 28 aprile 2012

Fontanili per tutti


Il 9 maggio parlerò a Treviglio (BG) di fontanili e presenterò il breve trailer del documentario a cui sto lavorando. Vi aspetto.

giovedì 22 marzo 2012

La saga continua


È passato quasi un anno dall'allestimento dell'acquario dedicato ai fontanili al Museo di Scienze Naturali di Bergamo. Nel frattempo le piante hanno invaso la vasca per fermarsi nella crescita al momento che la temperatura ha toccato i 13,5°C. I pesci (vaironi soprattutto) hanno passato l'infestazione da Icthyophthirius multifillis che li aveva colpiti e sono raddoppiati di dimensioni. Durante l'inverno la competizione continua tra vegetali e alghe ha segnato un punto per le alghe e ha visto la resa dell'Elodea. Oggi abbiamo cambiato le regole. Le specie tropicali che fino ad ora avevano accompagnato la vasca durante il periodo di rodaggio sono state sostituite da piante nostrane tipiche dell'ambiente di risorgiva: sedanina d'acqua (Berula erecta), menta acquatica (Mentha aquatica) e nontiscordardimé delle paludi (Myosotis scorpioides). Nei prossimi giorni posterò una fotografia della vasca arredata.
In quest'anno abbiamo capito che è necessario aumentare l'impianto di illuminazione e che probabilmente è sottodimensionato. Rimane ancora da capire se il refrigeratore riuscirà a mantenere la temperatura su valori accettabili (temo di no!, per ora siamo sui 15°C mentre nei fontanili ci aggiriamo intorno ai 14°C). Insomma, la saga continua e a breve mi aspetto che i ciprinidi maschi della vasca mostrino le loro migliori colorazioni e i "bottoni nuziali". Stay tuned.


PS: siete interessati ad altre fotografie della preparazione del capodoglio?

domenica 8 gennaio 2012

L'Africa minacciata


È disponibile il volume sulla biodiversità delle acque dolci africane (per scaricarlo basta aprire questo link) redatto dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Con una copertina del genere non rischia di passare inosservato. Vi trovate molto di quello che è passato sul blog: laghi di cratere, Tilapia, la decimazione dei ciclidi del Lago Vittoria, i pesci delle rapide. Si tratta del resoconto di alcuni gruppi di lavoro che hanno analizzato le minacce alla biodiversità delle acque dolci africani concentrandosi su alcuni gruppi di organismi indicatori. Tali gruppi hanno incluso pesci, molluschi acquatici, damigelle e libellule (gli Odonati), granchi e piante acquatiche. Ad una rapida occhiata, le minacce alla biodiversità non sono molto diverse da quelle che l'Europa sta affrontando: inquinamento, captazione e incanalamento delle acque, disturbo ambientale, pesca eccessiva, transfaunazioni (lo spostamento di specie autoctone in aree estranee), deforestazione, sedimentazione, distruzione degli habitat... Alla fine tutto il mondo è paese.

mercoledì 4 gennaio 2012

Il Superorganismo


È uscita l'edizione italiana di The superorganism. The Beauty, Elegance, and Strangeness of Insect Societies. Trovate la mia personale recensione della versione inglese sul blog. Ai tempi feci il furbo e non trattai, se non superficialmente o di striscio se mi passate il termine, il grande problema che pongono i superorganismi e cioè come si evolvono e qual è il ruolo della selezione di parentela, quella particolare forma di selezione naturale che avvantaggia il gruppo famigliare anche a discapito del singolo. Il forum della Società Italiana di Biologia evoluzionistica dedica un post all'argomento, ma vi invito a leggere anche l'acuta recensione del volume di Mauro Mandrioli su Pikaia. Lui non divaga e va dritto all'argomento.
So che aspettate la terza e ultima parte delle specie di ciclidi descritte nel 2011 che è dedicata al Lago Malawi e invece io parlo di formiche, api wordle. Sta per arrivare.

Aggiornamento: dimenticavo il post di Leucophaea sull'eusocialità. Chiedo venia.
Nuovo aggiornamento: se vi va leggete il racconto che ho scritto poco tempo fa sulle colonie di Neolamprologus pulcher. Scusate, ma l'età avanza inesorabile.

lunedì 2 gennaio 2012

Wordle

Un'immagine val più di 1000 parole, dicono ed ecco il wordle di questo periodo. In passato ne avevo già creati alcuni che potete trovare qua. I wordle sono dei sistemi grafici per rappresentare delle parole chiave e da questo è chiaro che in questo blog la questione della specie è centrale.


domenica 1 gennaio 2012

Buon Anno


Maschio di Cryptoheros (Amatitlania? Ah!) sp. "Honduran red point"

Nel 2011 ho postato poco, ma Mahengechromis ha raggiunto a maggio, contro ogni mia previsione, la 21° posizione nella classifica dei blog italiani di scienza su Wikio e la 564° posizione generale. Merito del Carnevale della Biodiversità (l'annuncio della terza edizione è uno dei post più letti del blog seguito da ciò che avevo scritto sulle mascelle per la prima edizione e preceduto solamente dai due post sulle scimmie di mare che attirano tuttora tantissimi visitatori). Quest'anno conto di scrivere maggiormente, le notizie ciclidofile come per il 2011 non mancheranno. A livello personale devo confessare che stanno andando in porto un paio di iniziative di cui non parlo ora per scaramanzia, ma che presenterò sul blog a brevissimo. Nel 2011 ho scoperto che i racconti pesceschi riscuotono consensi e sto già scrivendone un altro dedicato ancora ai ciclidi del Lago Tanganica.
Cosa mi aspetto dal 2012? Prima di tutto si terrà il ventesimo Congresso dell'Associazione Italiana Ciclidofili e il suddetto Congresso si preannuncia grandioso per l'elevata caratura dei personaggi che dovrebbero intervenire in quella sede, ma non solo dato che gli eventi dovrebbero essere più di uno (prevedo molta Amazzonia, non solo Africa). Mi aspetto inoltre che si torni a parlare di tassonomia dei ciclidi del Lago Tanganica. Gli ultimi ciclidi descritti di questo lago risalgono a qualche anno fa; le specie da descrivere non mancano. Suvvia, c'è da lavorare, Petrochromis e Xenotilapia con nomi di fantasia non mancano.
Ora però divago. Lo scopo principale di questo post è di ringraziare tutti coloro che seguono Mahengechromis con costanza e che partecipano alle discussioni nei commenti. È davvero stimolante parlare con degli appassionati. 

Buon 2012

Anche questo primo dell'anno mi lancio in un video musicale per dare una scossa alla giornata. Loro sono Rodrigo Y Gabriela, un duo chitarristico che ha partecipato alla stesura delle colonne sonore dell'ultimo episodio de "I Pirati dei Caraibi" e de "Il gatto con gli stivali". Nel video sono alle prese con un medley dal vivo di Stairway to Heaven, un classico ormai, e di Santo Domingo. Ascoltateli, sono dieci minuti ben spesi!




giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve

Steve Jobs è morto e non è certo compito mio raccontare chi era e cosa rappresentava, Mahengechromis parla di ciclidi, di pesci, se ci vogliamo allargare di anfibi e fontanili, non parla di tendenze, mode o icone planetarie. Voglio tuttavia fare uno strappo alla regola per dirgli grazie. 
Jobs era un figlio adottivo e io di figli adottivi ne ho due. Ai mie figli ho parlato di questo signore che ha ideato Iphone, Ipad e computer vari; ho spiegato loro che era stato dato in adozione con la richiesta che i genitori adottivi lo facessero studiare all'Università e che lui a un certo punto ha abbandonato gli studi per rinchiudersi in un garage. Ho raccontato loro anche che la vita è stata dura con lui, ma che la vita possa essere dura i miei figli lo hanno già scoperto, da soli. Non ho parlato di lui perché era un uomo di successo. Mi ritengo sufficientemente adulto per sapere che l'equazione uomo di genio = uomo di successo è falsa e tendenziosa. Per diventare uomo di successo occorrono tante altre coincidenze tra cui l'essere al posto giusto nel momento giusto.  Ho parlato di Steve Jobs ai miei figli perché lui diceva che viene un momento nella vita in cui si uniscono i puntini alle i, in cui si capisce perché si sono fatte quelle cose invece di altre, del perché si compiono alcune scelte e del perché a volte la vita decide per te senza consultarti. Ho raccontato loro soprattutto che lui diceva che bisogna avere fiducia nel futuro. Questo unire i puntini alle i e questo credere nel futuro sono qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno. Grazie Steve per averlo spiegato come solo tu sapevi farlo.

sabato 24 settembre 2011

Ritrovo

Matteo Bordone organizza un ritrovo su Bordonia: pesci dei suoi acquari e musica da vinile.
Vi aspetto che finisce presto.

Update: è finito tutto a discus e gatti.

giovedì 22 settembre 2011

Bergamo Scienza 2011


Se volete sentirmi parlare di scazzoni, panzaroli, ghiozzi padani, sanguinerole, vaironi e fontanili potete farlo a Bergamo Scienza 2011. L'appuntamento è il 10 ottobre (cliccate sull'immagine per ulteriori informazioni).

sabato 13 agosto 2011

Cuccioli

Amatitlania sp. "Honduran red point"

D'estate appaiono le notizie più disparate - a volte si gratta il fondo del barile, vien da dire - e ieri Repubblica dedicava un articolo di Adriano Sofri ai Cuccioli in rete, al fatto cioè che ai primi posti per numero di immagini e video, soprattutto nei social network, ci siano i giovani di mammiferi. A completare non manca l'intervento di Enrico Alleva, presidente della società italiana di Etologia, che si sofferma sul senso di accudimento che teste sproporzionate, occhi grandi e rotondeggianti, andature goffe ispirano negli uomini. Vengono pure citati coccodrilli e ciclidi che costruiscono nidi per difendere uova e piccoli e si esibiscono in raffinate cure parentali. Alleva evita così di cadere in quello che blogger di ben altra levatura rispetto alla mia hanno chiamato effetto bambi: sono belli solo alcuni animali, generalmente mammiferi come gatti, caprioli, tigri, orsi, mentre gli altri sono brutti e cattivi. L'etologo continua scrivendo di adozioni tra uomo e lupo e definendole "processi darwinianamente iscritti nelle menti lupine, misto di ferocia e mammifera affettività". Di adozioni a suo tempo ne ho parlato anch'io dato che tra i ciclidi è fatto comune, ma le motivazioni sono tutt'altro che altruistiche o dettate dall'affetto: una coppia include i piccoli di altre specie tra la prole perché diluisce i possibili attacchi ai propri figli da parte dei predatori! Ne ho parlato qui.
Per suscitare empatia (soprattutto verso questo blog) posto qualche fotografia di giovanissimi Amatitlania sp. "Honduran red point". Chissà che non finiscano nel mainstream della rete, anche loro dopotutto hanno teste e occhi sproporzionati e andature goffe e tendenzialmente lente.



Amatitlania sp. "Honduran red point"

Se vogliamo fare le pulci all'articolo di Repubblica segnalo che l'infografica (credo che sia visibile unicamente nella versione cartacea) che riporta il numero di animali allevati in Italia (16 milioni i pesci!) utilizza la sagoma di un coniglio per indicare i roditori, ma lepri e conigli appartengono all'ordine dei lagomorfi. Eccesso di zelo il mio?

Update: trovate l'intervento di Enrico Alleva qua.

sabato 6 agosto 2011

Mangiare insetti: l'ho rifatto


Mangiare insetti? Si può e secondo la FAO si deve. Nei prossimi anni è previsto infatti un aumento del consumo di carne che potrebbe raggiungere la quantità di 80 kg a testa, immaginate il consumo di territorio. Mangiare insetti è quindi una delle poche alternative percorribili per un mondo sostenibile. Allevare insetti infatti produce meno gas serra rispetto all'allevamento tradizionale, consente di produrre molta più carne per unità di mangime e di fornire alimenti concorrenziali dal punto di vista nutritivo.

La materia prima

Tutto questo per dire che dopo la mia esperienza del 2009, ho nuovamente partecipato alla cena entomofaga, tema della serata era Riso e insetti, organizzata dal Museo di Storia Naturale di Bergamo. Anche quest'anno la cena è stata preceduta da una conferenza tenuta dall'entomologo Roberto Fabbri e dal critico enogastronomico Davide Oltolini. Se vi interessano informazioni ulteriori sulla storia e sui pregi dell'entomofagia vi consiglio di rileggere il post precedente. Questa volta i miei piatti preferiti sono stati la paella con verdurine croccanti e insetti misti e il gelato "fior di camola" e ho avuto la possibilità di assaggiare il grillo nero che negli anni precedenti mancava. Alla prossima.

La conferenza introduttiva (da sinistra verso destra): Marco Valle, Direttore del Museo di Scienze Naturali di Bergamo, Roberto Fabbri, entomologo, Davide Oltolini,critico enogastronomico.

Paella con verdurine croccanti e insetti misti


Gelato "fior di camola"


martedì 2 agosto 2011

Corsi e ricorsi


Amatitlania sp. "honduran red point"

L'anno prossimo compirò trent'anni (un gesto apotropaico ci sta bene). Di acquariofilia ovviamente e inconsciamente sto tornando al periodo embrionale del mio essere acquariofilo. Tutto iniziò con una coppia di Amatitlania nigrofasciata, più che un pesce una nave scuola. Capiamoci, erano i tempi pionieristici in cui se si chiedeva il nome di una specie a un negoziante, spesso ti rispondeva con il sorriso sulle labbra "È un ciclide". Non si sapeva quasi nulla di ambienti naturali, si andava a rimorchio dell'acquariofilia tedesca, internet non c'era ed anche i libri scarseggiavano. Allora il nigrofasciata era il ciclide più diffuso insieme a Cichlasoma meeki - c'erano anche scalari e ramirezi, ma questi sono pesci che vanno al di là della loro famiglia - ed era naturale iniziare con una di queste specie, meglio se con tutte e due nella stessa vasca di 50 litri scarsi. "Tanto sono ciclidi, si ammazzerebbero ugualmente". Dopo un paio di anni di acquisti selvaggi che servirono ad entrare in sintonia con il tenere una vasca (dar da mangiare ai pesci, cambiare l'acqua, pulire i filtri, gestire una riproduzione), passai al Malawi (Labeotropheus e Trematocranus come se piovesse). Uscito dall'orgia del colore ero pronto per il Sud America: Apistogramma. Seguì il lungo tunnel Tanganica con la fase a colori e quella che molti mi hanno indicato come fase in bianco e nero (non capisco perché) da cui uscii a riveder la luce nei primi mesi del 2010. Nell'inesorabile evoluzione personale ho acquistato recentemente per le mie esauste vasche dei giovani di Amatitlania sp. "Honduran red point". Solo a casa mi sono reso conto di come somigli a nigrofasciata. Il cerchio si chiude, ma forse è una spirale aperta verso nuove emozioni.

Coppia di Amatitlania sp. "honduran red point"


Il pippone tassonomico

Amatitlania è un genere istituito da Juan Schmitter-Soto nel 2007 che ha scorporato specie precedentemente poste in Cryptoheros e rappresenta l'ultimo e per nulla definitivo episodio di un tormentato cammino tassonomico che coinvolge alcuni tra i più rappresentativi ciclidi centroamericani. Amatitlania raggruppa specie che possiedono le seguenti caratteristiche: la prima banda nera sul fianco deve avere forma a Y; le bande devono collegare la pinna dorsale, fino al bordo, e anale e la seconda e la terza devono essere più larghe e formare delle macchie al centro del corpo. Uno studio del 2008 basato su geni mitocondriali, nucleari e su una camionata (81!) di caratteri morfologici invece suggerisce di riunire Amatitlania e Cryptoheros in un unico gruppo insieme a Hypsophrys nicaraguensis e Neetroplus nematopus. Inutile sottolineare che Amatitlania non ha convinto tutti dato che le caratteristiche che lo distinguono paiono essere troppo labili, soprattutto in pesci che sono molto variabili per livrea e forma del corpo. Devo ripetermi che i generi stanno solo nella testa degli uomini?
Altrettanto poco convincenti nella descrizione appaiono le specie che sono scaturite da Cryptoheros nigrofasciatum (Amatitlania kanna e A. siquia). A volte le differenze all'interno di una stessa specie sono maggiori delle differenze tra le specie. In questa nebbia si situa Amatitlania sp. "Honduran red point" che potrebbe appartenere alla specie A. siquia. Aspetti positivi del red point sono le dimensioni e l'aggressività più contenute rispetto a nigrofasciata. Vedremo.


Update: oops, mi sono dimenticato la bibliografia.

Richan O., Zardoya R., Doadrio I. 2008. Phylogenetic relationships of Middle American cichlids (Cichlidae, Heroini) based on combined evidence from nuclear genes, mtDNA, and morphology. Mol. Phylogenet. Evol. 49:951-957.
Schmitter-Soto, Juan Jacobo. 2007. Phylogeny of Species Formerly Assigned to the Genus Archocentrus (Perciformes: Cichlidae). Zootaxa; v. 1618, 50 pp.


venerdì 24 giugno 2011

Italia, terra di allenatori e acquariofili


"L'Italia è una terra di allenatori della Nazionale e di acquariofili"
Un conservatore del Museo


L'acquario in Museo, quello della serie Divertimenti, sta procedendo a gonfie vele e sembra essersi stabilizzato: i mesi di funzionamento senza pesci hanno dato il loro frutto. I pesci prosperano, è vero c'è stato qualche decesso, e le piante crescono. Tutti sono talmente soddisfatti che prossimamente la vasca verrà dotata di un refrigeratore. WOW! Allora sì che l'ambiente di fontanile sarà alla portata.
L'aspetto più curioso di tutta la faccenda è la genesi dell'allestimento. La vasca, infatti, era già in funzione da circa un anno, anno tuttavia che si è rivelato privo di soddisfazioni e che ha imposto un riallestimento da zero che mi ha visto chiamato in causa. È nella fase di ripensamento della vasca che i conservatori del Museo hanno maturato l'idea che il mondo pullulasse di acquariofili, provetti o meno. Per alcuni era tutta colpa della luce, per altri era del fondo, altri ancora pensavano fosse il cibo e così via. I consigli si sono sprecati: "fate così", "mettete questo", "abbassate quello" o "Non funziona, allora alzatelo". La cosa non stupisce; ogni anno in Italia vengono venduti migliaia di acquari che entro un paio d'anni verranno portati in discarica. A determinarne la fine prematura sono la scarsa conoscenza e comprensione della biologia di pesci e piante che impedirebbero il compiersi di vere e proprie catastrofi, una visione puramente estetica dell'acquariofilia, una certa riluttanza a ripassare quei due o tre concetti di chimica che possono fare comodo e nell'era WEB 2.0 a informarsi quasi esclusivamente su internet.
Ora l'acquario è vitale e aggiungo bello. Attira visitatori che vi sostano anche a lungo ungendo con le dita il vetro frontale come fosse una reliquia. Personalmente mi sono tolto lo sfizio di allevare pesci nostrani come il vairone e la sanguinerola e di tappezzare il fondo di foglie di quercia, azione che per pigrizia da anni non osavo compiere. L'apparato vegetale è ancora in definizione, ma con l'arrivo del refrigeratore potremo osare.

Un giovanissimo ghiozzo padano.

Per chi volesse visionarlo, l'acquario è situato nel Museo Civico di Scienze Naturali "Enrico Caffi" di Bergamo. Magari ci incrociamo davanti alla vasca.

mercoledì 22 giugno 2011

La notte delle rane


Anche quest'anno, tempo permettendo, presento all'Oasi Naturalistica del Parco del Roccolo la Notte delle Rane, una serata dedicata a raganelle e rane che prevede una breve introduzione alla biologia degli anfibi e una escursione guidata. È necessaria la prenotazione ed è richiesto un piccolo contributo. Se siete da queste parti vi aspetto. Ulteriori informazioni sulla locandina.