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giovedì 18 giugno 2015

Cosa resta di un congresso?


Conobbi Uwe Werner nel 1999 a un Congresso AIC  Già allora era noto per i suoi viaggi alla ricerca di Ciclidi in Sud America, per la serietà e il rigore che poneva nella preparazione degli articoli, per la sua fish room che consisteva di decine di vasche e per il suo humor. Nel 2000 visitai insieme ad amici casa sua in Germania. Vidi per la prima volta ciclidi che tutt'oggi è difficile vedere:  Theraps irregularis, Astatheros nourissati, Nanochromis transvestitus... Di quella gita di 2700 km ricordo anche lo sconfinato archivio fotografico e l'immensa biblioteca acquariofila. Nel maggio scorso Uwe è stato di nuovo ospite dell'Associazione Italiana Ciclidofili e di Le Onde e ho passato un paio di giorni entusiasmanti in sua compagnia.
Le fotografie successive sono un assaggio della sua chiacchierata riguardante i ciclidi del Camerun e i viaggi che da qualche anno compie in compagnia di Michel Keijman in questa terra.

Uwe Werner e Michel Keijman, compagni di viaggio in Africa occidentale



Uwe Werner














Appunti sparsi: 
1. Secondo Uwe, i Cryptoheros sp. "Honduran red point" sono una varietà di allevamento. "Trovate voi ciclidi di quell'azzurro in natura. Io non ho trovato l'Honduran red point quando l'ho cercato." Gulp!
2. Se si vogliono allevare ciclidi del Camerun senza pasticciare con l'acqua (addolcirla, ammorbidirla, torbarla, trattarla con le pignette di ontano), occorre limitarsi al fiume Moliwe. L'acqua lì non è tenera.
3. I ciclidi dell'Africa occidentale sono coloratissimi o se volete un tono più scientifico, in essi la selezione sessuale è intensa. Temo che cambierò nuovamente continente o che aggiungerò delle vasche.
3.  È da anni che non vedevo tanti giovani appassionati ad una conferenza sui ciclidi. Anche in Germania le associazioni stanno invecchiando e non c'è ricambio in acquariofilia e l'associazione ciclidofila ha solo 5000 iscritti (sic).
4. Ho ricevuto finalmente il nuovo libro di Ad Konings sui ciclidi del lago Tanganica. È un volume ricco di informazioni e immagini. L'unica pecca è la qualità della carta (non-glossy paper) che non valorizza le foto (non sono brillanti come nelle passate edizioni o nelle pubblicazioni di Cichlid Press).


5. I Pelvicachromis taeniatus del Camerun sono stati riclassificati da Anton Lamboj e colleghi come Pelvicachromis kribensis. La forma del fiume Wouri ha ricevuto il nome di Pelvicachromis drachenfelsi. Il riferimento è questo Lamboj A., Bartel D., Dell'’Ampio E., 2014. Revision of the Pelvicachromis taeniatus-group (Perciformes), with revalidation of the taxon Pelvicachromis kribensis (Boulenger, 1911) and description of a new species. Cybium 2014, 38(3): 205-222. Non ne avevo ancora parlato. È una delle tante notizie rimaste nella tastiera.


PS: se vi state chiedendo cosa resta di un congresso, la risposta è la solita: l'incontro fisico. Nonostante internet e le connessioni virtuali esistenti tra le persone, gli uomini hanno bisogno di socializzare, di incontrarsi, di mangiare e bere assieme. Credo che possa chiamarsi identità. Alcuni di essi sentono anche la necessità di scambiarsi pesci.







martedì 9 giugno 2015

Vasche!

La primavera è ormai al termine e cibo, cambi d'acqua, temperature producono ciò che devono produrre: tante uova. Chi mi segue noterà che non ho cambiato continente, ma area geografica: dal Centro America sono passato al Sud America. A smuovermi sono stati i doni di amici incontrati ai vari congressi e quindi nelle vasche sono giunti scalari, Geophagus (sp. "Tapajos orange head) e Hypselacara temporalis. Tutti molto giovani, ma promettenti. 
PS: prometto di lavorare sulla qualità delle fotografie.

La femmina di Geophagus sp. "Tapajos Orange head" mentre cura le uova.


La coppia di Geophagus sp. "Tapajos Orange head" durante la deposizione.

Un esemplare di scalare (Pterophyllum scalare) della cosiddetta varietà "altum Perù. Nonostante il nome commerciale non si tratta di Pterophyllum altum.

Un giovane Hypselacara temporalis.








martedì 26 maggio 2015

Di nuovo fontanili


Per chi non sa cosa fare, per chi ama l'acqua, per chi desidera una serata piena di storie di rane, pesci, organismi stigobionti e crenobionti, flussi genici, variazioni di livello della falda e soprattutto per chi non sarà bloccato da un'invasione di cavallette, l'appuntamento è venerdì sera. Vi aspetto.

mercoledì 15 ottobre 2014

Ci vediamo il 24?


Il 24 ottobre sarò a parlare di biodiversità dei fontanili nella bassa pianura bergamasca. Ci vediamo li?

domenica 4 maggio 2014

Cryptoheros cutteri - One year later



Un breve video della coppia (così è possibile osservare anche la femmina) di Cryptoheros cutteri dopo oltre un anno di allevamento. Stanno crescendo bene.

mercoledì 30 ottobre 2013

Suoni dai fontanili


Ci sarebbero tante cose di cui scrivere stanotte. Di come l'altro pomeriggio abbia trovato al Campus Universitario di Parma la quadratura del cerchio, di come tutto di colpo sia diventato più chiaro e di come sia ora urgente chiudere il lavoro, il video e il libro, prima che le idee e le parole svaniscano. Di come il puzzle di tanti anni sul campo a raccogliere dati, fotografare, camminare, intervistare, chiedere, e perché no, bere un bicchiere di vino a bordo ripa con il gruppo dei pensionati che si occupano del fontanile locale abbia acquisito senso. Ora c'è l'urgenza e tutto il resto sta scivolando in secondo piano. Ora si può concludere. Non riesco perciò a scrivere nulla degli ultimi mesi. Della descrizione scientifica di nuovi innumerevoli ciclidi, di come si evolvano e di che età abbiano. Non riesco a raccontare dei miei acquari che mai come ora contengono acqua pulita, corrente e ricchissima di vita. Non riesco a fotografare i nuovi ospiti delle mie vasche, giallo fiammante, inaspettatamente giunti in casa. Degli ovovivipari che sfornano decine di piccoli in crescita rapidissima. Non riesco neppure a postare gli scatti del backstage del lavoro sui fontanili. Non ora almeno.
Per non lasciare l'amaro in bocca, ecco il link dove scaricare la colonna sonora del video. Di seguito la recensione e il commento degli autori, i Cumino. A presto con il videoclip del lavoro.



"Ora bisognerà procurarsi questo “Fontanili”, docu-film di Rozzoni e Leoni di cui “Just Melt” è la sonorizzazione. Ho cercato sull'Internèt ma al momento non sono pervenuto a nulla. Sarebbe bello però capire quale sia l'origine di questi suoni forgiati dai Cumino, che con un nome così giustamente si sono messi a lavorare sulla natura (Leoni infatti è un biologo e il film dovrebbe parlare di ambiente, mi par di capire) ricavandone quattro brani molto intensi, a cavallo fra elettronica ed elettroacustica con il timbro della chitarra a dominare l'elemento melodico e oscuri drones come fondale. Grande cura nella scelta dei piani sonori come ad esempio “We Just Melt”, dove convivono (principalmente) ma come provenienti da mondi diversi violoncello, chitarra e ritmiche di fumosa matrice trip hop/dubstep. Un riferimento musicale e visivo insieme potrebbe essere, in zona elettronica, il brano “Sound Mirrors” di Coldcut, legato a bellissime immagini di creature marine. Insomma l'ascolto regge più che bene anche al di fuori del fatto filmico, però resto convinto che si debba vedere un po' questo “Fontanili” per capire meglio. Magari a breve sull'Internèt..."
Francesco Fusaro, Rockit.it


"Ci siamo letteralmente immersi dentro la natura stupenda di alcuni posti, ne abbiamo respirato gli odori e i sapori per poter produrre le musiche. Ci siamo sciolti dentro l'ambiente fisico e mentale in cui siamo stati immersi, questo è ciò che abbiamo cercato di condividere con queste nuove tracce.
In un certo senso, abbiamo voluto fermare per un attimo “l'ingranaggio”, e pensare che non c'è sempre una strada definita da seguire.
Non c'è sempre, una volta trovato, un solo modo di fare le cose. Come la vita, non nasce solo da una donna, ma prima dall'amore che la genera. Cosi l'elemento naturale, a volte pare chiederci semplicemente di sciogliersi dentro di essa, di compenetrarla, di non entrare a forza nelle cose.
Solo sciogliersi."



lunedì 8 luglio 2013

Terre d'acqua?

Riprendo l'attività di questa creatura bistratta con un cloud dell'ormai "mitico" libro sui fontanili. Oggi il capitolo sui pesci che ha forma quasi completa. Wordle mi piace e mi dà un'idea dell'evoluzione della stesura del testo. 

Anche le musiche del documentario stanno prendendo forma grazie alla premiata ditta Cumino. Si pone la questione del titolo e ieri tra proposte di ogni tipo è uscita Terre d'acqua. Che ne dite?
Buona estate.

lunedì 1 ottobre 2012

La fauna dei fontanili


Parlerò della fauna dei fontanili utilizzando parte delle fotografie recentemente scattate da Fabio Liverani. Ci vediamo a Cologno al Serio (BG)?

giovedì 27 settembre 2012

Arriva Riva!



Ogni anno a Riva del Garda si tiene la BlogFest e quest'anno sarò presente anch'io in qualità di partecipante attivo al primo Science Camp dedicato alla comunicazione della scienza. Parlerò del Carnevale della Biodiversità, della sua vita, dei miracoli e della sua dipartita (anche se quest'ultima è stata un poco esagerata). Confesso che sono particolarmente intimorito dato che sono stato infilato tra scienziati e divulgatori del calibro di Dario Bressanini, Sylvie Coyaud e Lisa Signorile. Accorrete quindi numerosi, il programma è interessante e lo trovate qua sotto. Il ritrovo è previsto a Riva del Garda per le 17.30 e l'inizio è alle 18.



  • Indagare i mysteri per capire la scienza, e viceversa (o di che cosa abbiamo imparato in dieci anni passati a far le pulci a Voyager) [Stefano Bagnasco e Beatrice Mautino
  • Capirci un Acca (il blog accademico come strumento di socializzazione della ricerca pubblica) [Renato Bruni]
  • Le due squadre di Piezopoli (come smascherare le contraddizioni e perché vale la pena farlo) [Sylvie Coyaud]
  • Due imprese divise dallo stesso linguaggio (differenze di approccio e linguaggio e incompatibilità, almeno potenziale, tra scienza e giornalismo) [Marco Ferrari]
  • Una breve analisi della blogosfera scientifica italiana [Paolo Gifh
  • Il Carnevale della Biodiversità (vita e miracoli di un Carnevale particolare) [Livio Leoni]
  • Contro il rischio dell’autoreferenzialità della blogosfera: autorevolezza e criticità dei blog scientifici nella percezione delle “Istituzioni” di riferimento [Franco Rosso
  • Citare ed essere citati (come citare informazioni prese da blog scientifici, spesso "copyrighted" in modi bizzarri, e come i blogger dovrebbero e potrebbero avere accesso alla letteratura scientifica) [Lisa Signorile

giovedì 20 settembre 2012

Ci vediamo a Faenza?

Sabato 22 e domenica 23 sarò a Faenza all'annuale Congresso dell'AIC (Associazione Italiana Ciclidofili). Qui trovate il link al programma che ha come ospite principale Benoit Jonas. Sabato alle 17.30 presenterò una versione aggiornata de La storia dell'acquariofilia che includerà anche la situazione italiana a partire dagli anni '70 fino a quella attuale passando attraverso l'associazionismo e l'era di internet. Vi aspetto. La partecipazione é libera e aperta anche a chi non é socio.


martedì 18 settembre 2012

Il libro sui fontanili: work in progress



Il fontanile dei Mosi (Gaverine) a Misano Gera d'Adda.

Seduto sulla riva ho contemplato la vita e la morte. Questo il succo di qualche giorno di sessioni fotografiche dedicate ai fontanili passato con Fabio Liverani. Non ho intenzione di parlare di amore e morte, poetare non è il mio mestiere. Tuttavia quando assisti un fotografo nelle riprese subacquee, un vero fotografo, non uno come me che tenta di sopperire alla qualità con la quantità, non ti rimane molto da fare e ti metti a guardare. Non puoi entrare in acqua altrimenti la intorbidi. Non sei inoltre costretto all'usuale routine di biologo - catturare, pesare, numerare -  e quindi puoi concederti il lusso di osservare senza secondi fini. E può capitare di essere fortunato. Dopo un'ora di immobilità una natrice tassellata di poco meno di un anno ti sguscia tra le gambe alla ricerca di qualche pesce.  Un calabrone  preda una delle tante Calopteryx virgo che si posano sugli occhi del fontanile. Un povero ghiozzo padano ti mostra i due occhi parassiti da sanguisughe.


Caloptery virgo padana sull'occhio di un fontanile



Alla ricerca del "fontanile nero", di lui dicono sia il paradiso, ma nessuno è mai tornato indietro per descriverlo....

Insomma siamo alle strette con il libro sui fontanili e Fabio Liverani è riuscito a ritrarre il perdersi tra il mais, la quiete dell'acqua, il dispiegarsi della biodiversità e il connubio tra uomo e natura che nel corsi dei secoli ha plasmato questi ambienti. 



Le libellule, Sympetrum pedemontanum.



Fabio Liverani all'opera.

Forse finirà nello scritto anche la varia umanità incontrata. L'agricoltore che si lamenta della scarsa pulizia del fontanile e dell'erba che copre le ripe. Il pensionato che vent'anni fa ha vinto un concorso fotografico con la foto del fontanile presso casa e che si raccomanda di non divulgarli troppo: "Non si sa mai". La ragazza che nelle sere estive si bagna nell'asta del fontanile. La mamma e le figlie che prendono il sole e che non ti salutano quando esci dall'acqua con la muta stagna. Ho qualche riserva però, mi pare di tradire la fiducia di chi abbiamo incontrato esponendo le loro confidenze.  Sarà il video che accompagnerà il libro a raccontare i fontanili attraverso le persone. Quello che tuttavia non riuscirò sicuramente a rendere nel libro e neppure nel video invece è ritrovarsi tra migliaia di libellule della specie Sympetrum pedemontanum che volano negli ultimi accopiamenti.



Passare qualche giorno con un fotografo professionista permette anche di accedere a strumentazioni di cui generalmente non dispongo come treppiedi leggeri e flash aggiuntivi. Ecco per esempio un giovane Dolomedes sp. che sta predando un dittero. Questo ragno legato agli ambienti umidi è una presenza costante in alcuni fontanili.

mercoledì 22 agosto 2012

Nuovi arrivi: Thorichthys aureus, finalmente


La coppia di Thorichthys aureus


Tu puoi pensare che trent'anni di vasche, pesci, cambi d'acqua e mangimi ti possano preparare a tutto o quasi. Nella tua carriera hai imparato anche che prima di partire per le vacanze non si dovrebbe sconvolgere le vasche, spostare pesci, introdurre nuovi arrivi. Tuttavia qualunque barriera eretta per resistere alle lusinghe del mondo circostante può sgretolarsi. È stato il mio caso quando, dopo mesi di astinenza, mi sono recato dal solito "spacciatore" di ciclidi. Ero pronto a tutto, ma non alla visione di una coppia di Thorichthys aureus in riproduzione. Negli anni ho acquistato mucchi, macché mucchi, valanghe, di aureus che in realtà erano altro. Nulla di grave, mi sono divertito ugualmente - non è un nome che può cambiare la percezione dell'esperienza di tenere un acquario - e ho goduto della visione delle riproduzioni di questi pesci, ma l'aureus è un'altra cosa. Questi per esempio erano maculipinnis. Quel giorno quindi tornai a casa, dopo un paio di ore in serra e un pranzo, con l'ennesima coppia di aureusl'oggetto del desiderio. Due giorni dopo però sarei partito. Nessun problema, forse, se la vasca che li avrebbe ospitati fosse stata vuota, ma vi avevo appena spostato i T. socolofi. L'accoglienza nell'acquario non fu delle migliori. La coppia di socolofi scacciava i nuovi arrivati, ma nulla di preoccupante. Le scaramucce tra Thorichthys non sono mai serie e non ho mai osservato ferimenti o uccisioni. Sono tuttavia partito con qualche remora. La teoria rassicura, ma la pratica delude. "Tutti questi anni e mi comporto ancora come un principiante."
Al ritorno la situazione era cambiata. Gli aureus avevano conquistato il centro della vasca relegando l'altra coppia nella parte laterale. Nessuna ferita, solo qualche inseguimento. "Fortunato, vecchio. Fortunato." Inoltre tutte e due le coppie erano impegnate negli usuali comportamenti che precedono la deposizione: scavo, pulizia di sassi, spostamenti di sabbia, girotondi tra maschio e femmina. Ancora una volta trovavo la conferma che con questi ciclidi mettere delle coppie nella stessa vasca rafforza il legame.
T. aureus è diffuso in Guatemala, Belize e Honduras. È una specie fluviale che predilige acque chiare, correnti e dall'ossigenazione elevata. Come altre specie (T. maculipinnis, T. callolepis, T. helleri) sviluppa un muso lievemente arrotondato con mascelle di uguali dimensioni, caratteristica che lo distinguono dall'altro gruppo di specie dal muso spiovente (T. meeki e T. pasionis per citarne due) che prediligono il caldo. Preferisce acque con temperature comprese tra i 24 e i 28°C che mi costringono a combattere le temperature oltre i 30°C di questa estate con cambi d'acqua giornalieri del 40% del volume della vasca. Come al solito quando si ha a che fare con organismi viventi non esiste però una chiara divisione di ruoli tra i due gruppi di Thorichthys. Alcune popolazioni di T. meeki vivono in turbolente e fredde acque di torrente come altre popolazioni di T. aureus frequentano ambienti lacustri più caldi. Fluviali o lacustri, comunque, tutti i Thorichthys sono pesci che allevati in vasche poco pulite e dal filtraggio inadeguato rischiano di ammalarsi e di morire precocemente di bloat

Ecco un video ripreso con Ipad. Spero che renda l'idea di come sono questi pesci. Il filmato purtroppo alimenta il sospetto che non si tratti di T. aureus.




E se domani qualcuno mi dirà che non si tratta di Thorichtys aureus, poco male. La ricerca continuerà.

Update: mi hanno chiesto in FB se i danni alla pinna dorsale del maschio siano dovuti al combattimento con il T. socolofi che si intravede nel video. La risposta è no. Il maschio di T. aureus presentava quei danni già nelle vasche del negoziante, ma la sua bellezza e l'affiatamento della coppia mi hanno spinto all'acquisto compulsivo.




venerdì 10 agosto 2012

La cena entomofoga: casu marzu

Ai soldati del Barbarossa venne offerto come afrodisiaco, a noi invece come prodotto di nicchia e leccornia. Sto parlando del "formaggio saltante", anzi dei formaggi saltanti, che la sera del 7 luglio al Museo di Scienze Naturali di Bergamo ho avuto modo di degustare: casu marzu (formaggio marcio significa, sardo di origine) e nisso (piacentino). Vengono detti saltanti perché la larva della mosca casearia è in grado di effettuare salti di oltre 15 cm come ho avuto modo di constatare inseguendone alcune sul tavolo di degustazione. A detta dell'esperto Davide Oltolini i due formaggi si differenziano per il sapore, ma evidentemente il mio palato poco allenato non è grado di cogliere le fini sfumature che li distinguono. Il casu marzu è giunto da Oliena grazie a Antonio Putzu che ha offerto una brillante introduzione al prodotto e a tutto ciò che vi gira intorno.
Alla degustazione eravamo in 200, alcuni giunti da Lucca e dalla Val d'Aosta, e ci siamo avventati come le cavallette, anzi come i grilli offerti a complemento, sulle varie forme. Potete trovare una breve introduzione al programma della serata e a Piophila casei qui. Ed ora spazio alle immagini.


Le due forme di casu marzu e di nisso in secondo piano.





Incontro ravvicinato con il casu marzu, VIP dei formaggi saltanti.


Il nisso, formaggio che non praticamente mercato, chissà perché.

Se volete sapere di più sull'entomofagia, ascoltate l'intervento del Direttore del Museo Marco Valle alla trasmissione "Occhio alla spesa" (ho assaggiato i piatti sopravvissuti al ritorno in aereo!).



giovedì 21 giugno 2012

Entomologo o entomofago?

Anche quest'anno torna BergamoEstate 2012 con una serata dedicata all'entomofagia. Se vi siete persi le edizioni precedenti potete recuperarne il racconto qui e qui. Dal programma sembra che siano previsti solo assaggi, ma noi tutto speriamo in una cena vera e propria! Le prime indiscrezioni parlano di formaggi e larve.
Anche quest'anno dovrei esserci. E voi?


sabato 28 aprile 2012

Fontanili per tutti


Il 9 maggio parlerò a Treviglio (BG) di fontanili e presenterò il breve trailer del documentario a cui sto lavorando. Vi aspetto.

giovedì 1 marzo 2012

Pianta un albero, scrivi un libro, fai un figlio

"Hai capito?" A parlarmi nella bella mattinata etiope mentre costellavo di buche il campetto che di lì a poco avrebbe accolto alcuni alberi era un amico che da allora non ho più visto. "È un detto africano. Pianta un albero, scrivi un libro, fai un figlio. È lo scopo della vita." Capivo che piantare alberi era importante o che avere dei figli poteva esserlo. Tuttavia pensavo che nella vita media di un subsahariano la scrittura di un libro aveva un valore marginale, anche perché scrivere un libro, o peggio ancora leggerlo, non rientra neppure tra gli interessi di un italiano medio, ma anche no. Oppure che in Africa quello che conta è la tradizione orale. L'amico niente. Scuoteva la testa e mi osservava come un pensionato accorso a vedere i lavori stradali mentre sbadilavo il terreno come solo chi non ha lavorato mai la terra in vita sua sa fare. 
Ora, a oltre venticinque anni di distanza da quel giorno, mi è venuta in mente quella conversazione. Di alberi, infatti, ne ho piantati parecchi e gran parte sono pure cresciuti, di figli ne ho due e con loro non basta limitarsi a innaffiarli regolarmente per una crescita ottimale, di libri ne possiedo un discreto numero in biblioteca, ma nessuno è mio, nel senso prodotto da me. Ora questo ultimo traguardo sta per cadere. Per una inaspettata congiunzione astrale si sta materializzando il finanziamento di una fondazione locale che renderà possibile la pubblicazione del libro sui fontanili con cui vi sto tormentando da anni. Ad accompagnarlo ci dovrebbe essere anche un documentario che è ancora in cerca di finanziamento e di cui al più presto presenterò il trailer. Tornando al libro, non affannatevi a cercarlo in libreria quando sarà pronto o tra le 170 pubblicazioni giornaliere di libri, esso non sarà messo in vendita immagino e per questo è possibile che a tempo debito sia reso disponibile in un qualche formato che possa essere scaricato. Le fotografie avranno ampio spazio e il fotografo principale sarà  Fabio Liverani.



Qua sopra invece dei pesci che con i fontanili non centrano nulla. Sono un paio di gobidi adriatici tratti dalle collezioni del Museo di Scienze Naturali di Bergamo che mi hanno piacevolmente impegnato tra mail spedite in fretta e furia agli esperti, interpretazione delle chiavi dicotomiche, osservazioni al microscopio. Sotto invece una fotografia di un grande mammifero che stanno preparando al Museo per l'esposizione. Se volete sapere cos'è guardatevi il video (quello nell'immagine non sono io).
Insomma, non riesco a levarmi il pensiero che il proverbio africano possa avere ragione e che uno si ritrovi senza scopo. Meglio togliersi qualche sfizio e cercare nuove sfide.


domenica 1 gennaio 2012

Buon Anno


Maschio di Cryptoheros (Amatitlania? Ah!) sp. "Honduran red point"

Nel 2011 ho postato poco, ma Mahengechromis ha raggiunto a maggio, contro ogni mia previsione, la 21° posizione nella classifica dei blog italiani di scienza su Wikio e la 564° posizione generale. Merito del Carnevale della Biodiversità (l'annuncio della terza edizione è uno dei post più letti del blog seguito da ciò che avevo scritto sulle mascelle per la prima edizione e preceduto solamente dai due post sulle scimmie di mare che attirano tuttora tantissimi visitatori). Quest'anno conto di scrivere maggiormente, le notizie ciclidofile come per il 2011 non mancheranno. A livello personale devo confessare che stanno andando in porto un paio di iniziative di cui non parlo ora per scaramanzia, ma che presenterò sul blog a brevissimo. Nel 2011 ho scoperto che i racconti pesceschi riscuotono consensi e sto già scrivendone un altro dedicato ancora ai ciclidi del Lago Tanganica.
Cosa mi aspetto dal 2012? Prima di tutto si terrà il ventesimo Congresso dell'Associazione Italiana Ciclidofili e il suddetto Congresso si preannuncia grandioso per l'elevata caratura dei personaggi che dovrebbero intervenire in quella sede, ma non solo dato che gli eventi dovrebbero essere più di uno (prevedo molta Amazzonia, non solo Africa). Mi aspetto inoltre che si torni a parlare di tassonomia dei ciclidi del Lago Tanganica. Gli ultimi ciclidi descritti di questo lago risalgono a qualche anno fa; le specie da descrivere non mancano. Suvvia, c'è da lavorare, Petrochromis e Xenotilapia con nomi di fantasia non mancano.
Ora però divago. Lo scopo principale di questo post è di ringraziare tutti coloro che seguono Mahengechromis con costanza e che partecipano alle discussioni nei commenti. È davvero stimolante parlare con degli appassionati. 

Buon 2012

Anche questo primo dell'anno mi lancio in un video musicale per dare una scossa alla giornata. Loro sono Rodrigo Y Gabriela, un duo chitarristico che ha partecipato alla stesura delle colonne sonore dell'ultimo episodio de "I Pirati dei Caraibi" e de "Il gatto con gli stivali". Nel video sono alle prese con un medley dal vivo di Stairway to Heaven, un classico ormai, e di Santo Domingo. Ascoltateli, sono dieci minuti ben spesi!




giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve

Steve Jobs è morto e non è certo compito mio raccontare chi era e cosa rappresentava, Mahengechromis parla di ciclidi, di pesci, se ci vogliamo allargare di anfibi e fontanili, non parla di tendenze, mode o icone planetarie. Voglio tuttavia fare uno strappo alla regola per dirgli grazie. 
Jobs era un figlio adottivo e io di figli adottivi ne ho due. Ai mie figli ho parlato di questo signore che ha ideato Iphone, Ipad e computer vari; ho spiegato loro che era stato dato in adozione con la richiesta che i genitori adottivi lo facessero studiare all'Università e che lui a un certo punto ha abbandonato gli studi per rinchiudersi in un garage. Ho raccontato loro anche che la vita è stata dura con lui, ma che la vita possa essere dura i miei figli lo hanno già scoperto, da soli. Non ho parlato di lui perché era un uomo di successo. Mi ritengo sufficientemente adulto per sapere che l'equazione uomo di genio = uomo di successo è falsa e tendenziosa. Per diventare uomo di successo occorrono tante altre coincidenze tra cui l'essere al posto giusto nel momento giusto.  Ho parlato di Steve Jobs ai miei figli perché lui diceva che viene un momento nella vita in cui si uniscono i puntini alle i, in cui si capisce perché si sono fatte quelle cose invece di altre, del perché si compiono alcune scelte e del perché a volte la vita decide per te senza consultarti. Ho raccontato loro soprattutto che lui diceva che bisogna avere fiducia nel futuro. Questo unire i puntini alle i e questo credere nel futuro sono qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno. Grazie Steve per averlo spiegato come solo tu sapevi farlo.

giovedì 22 settembre 2011

Bergamo Scienza 2011


Se volete sentirmi parlare di scazzoni, panzaroli, ghiozzi padani, sanguinerole, vaironi e fontanili potete farlo a Bergamo Scienza 2011. L'appuntamento è il 10 ottobre (cliccate sull'immagine per ulteriori informazioni).

giovedì 4 marzo 2010

È ufficialmente iniziata

Le Foppe Radaelli

Latito, lo so. Le notizie ciclidofile si susseguono quotidianamente ed io non ho neppure recensito il primo ciclide descritto nel 2010 (si tratta di un ciclide del Madagascar, lo faccio a breve). Come scusa potrei citare la "classica" invasione di cavallette che qualcuno, poco più noto di me, aveva già tirato in ballo, ma sono sicuro che non ci credereste. Oggi sono stato in campo a controllare se fosse già iniziata la stagione riproduttiva della rana agile (Rana dalmatina). La località di studio è a Trezzo sull'Adda. Questo è il link del sito dove potete scaricare, tra l'ampia quantità di materiale a disposizione, il libretto sulle piante acquatiche e gli anfibi alla cui stesura ho partecipato.

Ovatura di rana agile (Rana dalmatina).