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sabato 20 giugno 2015

Nuove specie: Retroculus acherontos, il traghettatore d'anime

Retroculus acherontos
Fotografia di Oliver Lucanus

Il 2015 è l'anno dei ciclidi delle "correnti", i cosiddetti reofili. A ricevere un nome scientifico stavolta è un rappresentante del genere Retroculus, un genere amazzonico tipico dei grandi fiumi ad acqua chiara (acque povere di sedimenti, limpide e trasparenti, dal colore verde oliva o verde-giallastro, con una notevole visibilità in profondità; frequentemente lungo le rive di questi fiumi vi sono estese spiagge di sabbia bianca.) o scura (acque limpide e trasparenti di colore marrone scuro data l'elevata concentrazione di acidi umici derivati dalla decomposizione di materiale vegetale). Il nome del genere si riferisce alla posizione dell'occhio che è molto posteriore rispetto alla maggior parte dei ciclidi. I pesci di questo genere sono di difficile allevamento perché richiedono acque di qualità elevata e la riproduzione in acquario si presenta tuttora difficoltosa.

Un affluente del Rio Tocantins superiore, habitat di Retroculus acherontos.
Fotografia di Oliver Lucanus.
Retroculus acherontos è la quarta specie specie descritta insieme a R. lapidifer, R. xinguensis e Retroculus septentrionalis. È diffuso nel Rio Tocantins (come R. lapidifer) in Brasile e si distingue dalle specie affini per la macchia nera che occupa buona parte dei raggi molli della pinna dorsale e per lo sviluppo di una bozza sulla testa negli esemplari di discrete dimensioni. Il nome specifico deriva dal personaggio mitologico di Acheronte, il traghettatore d'anime. Nulla di strano se si considera che la località dove è stato raccolto questo ciclide è Rio de las Almas (il fiume delle Anime). Rispetto alle altre specie del genere popola corsi d'acqua di minori dimensioni.
Il web ciclidofilo alla notizia della descrizione di una nuova specie di Retroculus si è entusiasmato in modo inconsueto. Eppure le fotografie di questo post sono di Oliver Lucanus che aveva presentato la specie, priva di nome scientifico allora, sulla rivista specializzata Cichlid News nel 2011! Ai tempi non si erano registrate simili reazioni di giubilo.

Purtroppo non sono in possesso della descrizione completa e mi devo limitare a queste scarne informazioni. Trovate il riassunto dell'articolo scientifico a questo link Landim M. I., Moreira C. R., Figueiredor C. A. 2015. Retroculus acherontos, a new species of cichlid fish (Teleostei) from the Rio Tocantins basin. Zootaxa 3973 (2): 369–380.

Ringrazio Oliver Lucanus per aver gentilmente fornito le immagini a corredo e vi invito, se frequentate il faccialibro, ad iscrivervi al gruppo Below Water che lui gestisce.

Un particolare dell'ambiente di Retroculus acherontos.
Fotografia di Oliver Lucanus.
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giovedì 18 giugno 2015

Cosa resta di un congresso?


Conobbi Uwe Werner nel 1999 a un Congresso AIC  Già allora era noto per i suoi viaggi alla ricerca di Ciclidi in Sud America, per la serietà e il rigore che poneva nella preparazione degli articoli, per la sua fish room che consisteva di decine di vasche e per il suo humor. Nel 2000 visitai insieme ad amici casa sua in Germania. Vidi per la prima volta ciclidi che tutt'oggi è difficile vedere:  Theraps irregularis, Astatheros nourissati, Nanochromis transvestitus... Di quella gita di 2700 km ricordo anche lo sconfinato archivio fotografico e l'immensa biblioteca acquariofila. Nel maggio scorso Uwe è stato di nuovo ospite dell'Associazione Italiana Ciclidofili e di Le Onde e ho passato un paio di giorni entusiasmanti in sua compagnia.
Le fotografie successive sono un assaggio della sua chiacchierata riguardante i ciclidi del Camerun e i viaggi che da qualche anno compie in compagnia di Michel Keijman in questa terra.

Uwe Werner e Michel Keijman, compagni di viaggio in Africa occidentale



Uwe Werner














Appunti sparsi: 
1. Secondo Uwe, i Cryptoheros sp. "Honduran red point" sono una varietà di allevamento. "Trovate voi ciclidi di quell'azzurro in natura. Io non ho trovato l'Honduran red point quando l'ho cercato." Gulp!
2. Se si vogliono allevare ciclidi del Camerun senza pasticciare con l'acqua (addolcirla, ammorbidirla, torbarla, trattarla con le pignette di ontano), occorre limitarsi al fiume Moliwe. L'acqua lì non è tenera.
3. I ciclidi dell'Africa occidentale sono coloratissimi o se volete un tono più scientifico, in essi la selezione sessuale è intensa. Temo che cambierò nuovamente continente o che aggiungerò delle vasche.
3.  È da anni che non vedevo tanti giovani appassionati ad una conferenza sui ciclidi. Anche in Germania le associazioni stanno invecchiando e non c'è ricambio in acquariofilia e l'associazione ciclidofila ha solo 5000 iscritti (sic).
4. Ho ricevuto finalmente il nuovo libro di Ad Konings sui ciclidi del lago Tanganica. È un volume ricco di informazioni e immagini. L'unica pecca è la qualità della carta (non-glossy paper) che non valorizza le foto (non sono brillanti come nelle passate edizioni o nelle pubblicazioni di Cichlid Press).


5. I Pelvicachromis taeniatus del Camerun sono stati riclassificati da Anton Lamboj e colleghi come Pelvicachromis kribensis. La forma del fiume Wouri ha ricevuto il nome di Pelvicachromis drachenfelsi. Il riferimento è questo Lamboj A., Bartel D., Dell'’Ampio E., 2014. Revision of the Pelvicachromis taeniatus-group (Perciformes), with revalidation of the taxon Pelvicachromis kribensis (Boulenger, 1911) and description of a new species. Cybium 2014, 38(3): 205-222. Non ne avevo ancora parlato. È una delle tante notizie rimaste nella tastiera.


PS: se vi state chiedendo cosa resta di un congresso, la risposta è la solita: l'incontro fisico. Nonostante internet e le connessioni virtuali esistenti tra le persone, gli uomini hanno bisogno di socializzare, di incontrarsi, di mangiare e bere assieme. Credo che possa chiamarsi identità. Alcuni di essi sentono anche la necessità di scambiarsi pesci.







sabato 9 maggio 2015

Nuovi generi, nuove specie e convegni.

Un nuovo genere di ciclidi sudamericani (Rondonacara), la prima specie dell'anno (Teleogramma obamaorum!), nuove analisi dei ciclidi del lago Tanganica (melting pot lo chiamano), il nuovo libro di Ad Konings, nuovi pesci nei miei acquari (non ci crederete quando vi dirò le specie). Quante notizie e così poco tempo.
Nel frattempo domani siamo a parlare di ciclidi a Offanengo (CR). Ospite Uwe Werner. Io ci sarò.



lunedì 16 dicembre 2013

Compagni d'acqua

"L’altro giorno, parlando con un possibile finanziatore del documentario. Oggi, rivedendo insieme buona parte delle interviste raccolte in questi due anni. Ci stiamo rendendo conto che siamo partiti per fare un film sui fontanili, e forse stiamo facendo un film sulla crisi. E su alcuni modi per uscirne."

Questo e altro su busterfilm, il blog, e nella sezione progetto fontanili trovate la storia del docufilm raccontata dal compagno di viaggio. Stiamo capendo che ecologia fa rima con economia e che non ci basta parlar solo di pesci.



PS: ebbene sì, quello con la maglia di Wolverine sono io.

venerdì 11 gennaio 2013

Ciclidi dal Costa Rica


Cryptoheros septemfasciatus

Due settimane di ricerca scientifica in Costa Rica sui ciclidi raccontate da chi le vive in prima persona. Lo trovate sul blog di Sam Borstein, studente di Biologia all'Università di Sacramento, acquariofilo, allevatore di ciclidi, membro di varie associazioni americane di Ciclidofili. Cosa si vuole di più?

Astatheros altifrons

giovedì 27 settembre 2012

Arriva Riva!



Ogni anno a Riva del Garda si tiene la BlogFest e quest'anno sarò presente anch'io in qualità di partecipante attivo al primo Science Camp dedicato alla comunicazione della scienza. Parlerò del Carnevale della Biodiversità, della sua vita, dei miracoli e della sua dipartita (anche se quest'ultima è stata un poco esagerata). Confesso che sono particolarmente intimorito dato che sono stato infilato tra scienziati e divulgatori del calibro di Dario Bressanini, Sylvie Coyaud e Lisa Signorile. Accorrete quindi numerosi, il programma è interessante e lo trovate qua sotto. Il ritrovo è previsto a Riva del Garda per le 17.30 e l'inizio è alle 18.



  • Indagare i mysteri per capire la scienza, e viceversa (o di che cosa abbiamo imparato in dieci anni passati a far le pulci a Voyager) [Stefano Bagnasco e Beatrice Mautino
  • Capirci un Acca (il blog accademico come strumento di socializzazione della ricerca pubblica) [Renato Bruni]
  • Le due squadre di Piezopoli (come smascherare le contraddizioni e perché vale la pena farlo) [Sylvie Coyaud]
  • Due imprese divise dallo stesso linguaggio (differenze di approccio e linguaggio e incompatibilità, almeno potenziale, tra scienza e giornalismo) [Marco Ferrari]
  • Una breve analisi della blogosfera scientifica italiana [Paolo Gifh
  • Il Carnevale della Biodiversità (vita e miracoli di un Carnevale particolare) [Livio Leoni]
  • Contro il rischio dell’autoreferenzialità della blogosfera: autorevolezza e criticità dei blog scientifici nella percezione delle “Istituzioni” di riferimento [Franco Rosso
  • Citare ed essere citati (come citare informazioni prese da blog scientifici, spesso "copyrighted" in modi bizzarri, e come i blogger dovrebbero e potrebbero avere accesso alla letteratura scientifica) [Lisa Signorile

giovedì 9 agosto 2012

La scienza dell'acquario

"Quindi solo chi ama le scommesse e adora le materie scientifiche e ha la pazienza di un santo è un perfetto candidato per diventare un buon acquariofilo."
Niccolò Ammaniti

Su Wired di Agosto il racconto di come negli anni '90 Niccolò Ammaniti si sia avvicinato agli acquari. Si parla di resilienza, acquari aperti, fascinazione. Una pagina da leggere per scoprire la propria identità e per sentirsi parte di un gruppo perché noi acquariomuniti in fondo siamo animali sociali.

lunedì 16 luglio 2012

Divagazioni estive: Dawkinsia

L'estate spinge a leggere e per Mahengechromis significa sconfinare in territori poco noti. Così su consiglio del Percomorfo si finisce tra i ciprinidi e in particolare sull'ultimo numero di Ichthyological exploration of freshwaters dove è presente un contributo su Puntius, un genere contenitore che per numero di specie (120) ha poco da invidiare a Haplochromis. Vista la temperatura e dato l'andazzo tassonomico degli ultimi tempi dico solo che nella revisione di Puntius spuntano tre nuovi nomi, Dravidia, Pethia (P. nigrofasciata e P. conchonius, giusto per citare un paio di specie di interesse acquariofilo) e Dawkinsia. Quest'ultimo, che raggruppa le specie dell'isola di Sri Lanka e dell'India meridionale, è dedicato a Richard Dawkins, biologo e autore che non credo occorra presentare. A breve Crenicichla chicha, sperando di poter pubblicare le fotografie della specie.

Scaricate l'articolo, è open access:

Pethiyagoda, Rohan, Madhava Meegaskumbura and Kalana Maduwage: A synopsis of the South Asian fishes referred to Puntius (Pisces: Cyprinidae). Ichthyological Exploration of Freshwaters, 23(1): 69-95.

A. Dawkinsia filamentosa, B. Dawkinsia assimilis.

Collins RA, Armstrong KF, Meier R, Yi Y, Brown SDJ, et al. (2012) Barcoding and Border Biosecurity: Identifying Cyprinid Fishes in the Aquarium Trade. PLoS ONE 7(1): e28381.

 

lunedì 25 giugno 2012

Addio solitario George


Flickr, Putneymark

Ieri è morto "George il solitario", l'ultimo rappresentante di Chelonoidis nigra abingdoni, (che sia specie o sottospecie non importa molto ora). Fu scoperto dal biologo Joseph Vagvolgyi nel 1971 a oltre sessant'anni dall'ultimo avvistamento di tartarughe sull'isola di Pinta nell'arcipelago delle Galapagos. Nessuno è stato in grado di dare un'indicazione precisa dell'età di George, si suppone che sia un individuo centenario, ma si tratta di supposizioni dato che il sistema universalmente indicato per datare le tartarughe, la conta degli anelli del carapace, non è per nulla affidabile. Per salvaguardare l'ultimo esemplare della sottospecie, una delle cause principali di morte delle tartarughe giganti sembra essere la caduta dai dirupi, George fu portato ben presto alla stazione di ricerca Charles Darwin sull'isola di Santa Cruz. Da allora George ha vissuto nella stazione di ricerca conducendo la classica vita da tartaruga  destreggiandosi tra la ricerca di cibo e lievi infortuni e rare patologie (una brutta caduta e un sospetto gonfiore sul collo per esempio). 
George non ha lasciato eredi; i ripetuti tentativi di accoppiarlo con individui di sottospecie simili non hanno mai prodotto risultato. Ci lascia così un'icona planetaria della biodiversità in pericolo. Addio George, ci mancherai.



Se volete conoscere vita e miracoli di George consiglio l'ottimo libro di Henry Nicholls "George il solitario".

giovedì 19 gennaio 2012

Esploratori ritrovati


Un gruppo di femmine e giovani di Xenotilapia boulengeri a Gombe.

Puntuale come un orologio svizzero, mentre leggevo sospirando Esploratori perduti, l'amico Miles Parisi ha prenotato i biglietti per un nuovo viaggio in Africa, stavolta sul lago Tanganica. Lo sconforto di non poterlo accompagnare è stato minore del solito (mi sono consolato con i fontanili invernali). Delle circa 1000 fotografie che ha scattato mi ha spedito quelle che ritraggono i pesci che più hanno caratterizzato questo blog negli anni passati, le grigie Xenotilapia. Inutile dire che nel lago hanno un altro fascino.


Una coppia di Xenotilapia leptura


Xenotilapia flavipinnis a Jacobsen. In secondo piano una femmina in incubazione orale.


Xenotilapia ochrogenys a Jacobsen


Grammatotria lemairii

martedì 17 gennaio 2012

Voglia di evoluzione


Del lavoro di Walter Salzburger dell'Università di Basilea teso alla ricerca dei fattori che promuovono la formazione delle specie in questo blog se n'è parlato varie volte. Qui e qui un paio di esempi. A chi voglia ascoltare dal vivo cosa ha imparato dai ciclidi al riguardo, non posso che consigliare l'incontro del 26 gennaio al Settore Didattico in via Celoria 20 a Milano (nella facoltà dove ho studiato da giovane! Quanti ricordi.) dove parlerà della speciazione esplosiva e della radiazione dei cicli africani. Non mancate. 

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve

Steve Jobs è morto e non è certo compito mio raccontare chi era e cosa rappresentava, Mahengechromis parla di ciclidi, di pesci, se ci vogliamo allargare di anfibi e fontanili, non parla di tendenze, mode o icone planetarie. Voglio tuttavia fare uno strappo alla regola per dirgli grazie. 
Jobs era un figlio adottivo e io di figli adottivi ne ho due. Ai mie figli ho parlato di questo signore che ha ideato Iphone, Ipad e computer vari; ho spiegato loro che era stato dato in adozione con la richiesta che i genitori adottivi lo facessero studiare all'Università e che lui a un certo punto ha abbandonato gli studi per rinchiudersi in un garage. Ho raccontato loro anche che la vita è stata dura con lui, ma che la vita possa essere dura i miei figli lo hanno già scoperto, da soli. Non ho parlato di lui perché era un uomo di successo. Mi ritengo sufficientemente adulto per sapere che l'equazione uomo di genio = uomo di successo è falsa e tendenziosa. Per diventare uomo di successo occorrono tante altre coincidenze tra cui l'essere al posto giusto nel momento giusto.  Ho parlato di Steve Jobs ai miei figli perché lui diceva che viene un momento nella vita in cui si uniscono i puntini alle i, in cui si capisce perché si sono fatte quelle cose invece di altre, del perché si compiono alcune scelte e del perché a volte la vita decide per te senza consultarti. Ho raccontato loro soprattutto che lui diceva che bisogna avere fiducia nel futuro. Questo unire i puntini alle i e questo credere nel futuro sono qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno. Grazie Steve per averlo spiegato come solo tu sapevi farlo.

mercoledì 13 luglio 2011

Ciclidi dal campo: Madagascar

Bjoertvedt, Wikimedia Commons

L'estate scorsa fu la volta di Melanie Stiassny, oggi del collega John Sparks. Il New York Times regala il diario di campo degli ittiologi del Museo di Storia Naturale della Grande Mela e quest'anno tocca a una spedizione alla ricerca dei ciclidi endemici del Madagascar.

I post pubblicati finora li trovate qua:
- To Lake Tseny by Oxcart
- Changes in Madagascar’s Rivers and Lakes


Ve lo immaginate un giornale italiano che si comporta in maniera simile? Dedicare dei blog a naturalisti che si sporcano le mani in giro per il mondo?

martedì 17 agosto 2010

Breaking News: la spedizione in Congo di Melanie Stiassny... in un click

Giorni fa nel Percomorfo si parlava di ittiologi ed internet e in particolare di blog. Aggiorno la discussione citando il blog che la Dott.ssa Melanie Stiassny sta tenendo sul New York Times della spedizione in corso sul fiume Congo. Qui trovate il link. Non so quanto la Stiassny sia solita utilizzare il web e probabilmente il blog fa parte di un contratto di sponsorizzazione della spedizione, ma volete mettere.

Melanie Stiassny
© American Museum of Natural History

Melanie Stiassny, curatrice di ittiologia di una delle più grandi collezioni di pesci al mondo (si parla del Museo Americano di Storia Naturale) si è occupata spesso di ciclidi e numerose descrizioni di specie di questa famiglia la vedono come autrice (la prima specie che ho presentato quest'anno, Ptychochromis ernestmagnusi, tanto per rimanere nel 2010). Sicuramente questa spedizione porterà alla scoperta di nuove specie, ma in attesa di nuove aggiornamenti sto godendo della lettura del blog e delle relative fotografie: mi sembra di essere in pieno '800 quando i tropici erano terre vergini, perlomeno dal punto di vista naturalistico, e soprattutto quando solo dopo un viaggio ai tropici, preferibilmente dopo aver letto Alexander von Humboldt, potevi dirti naturalista.

sabato 31 luglio 2010

Mexico!


Se non avete possibilità di viaggiare (non tutti possiedono l'intraprendenza di Enrico!), ma morite dalla voglia di osservare i ciclidi in natura, non rimane che acquistare un buon DVD. Sul mercato non c'è molto e quasi tutto è prodotto da appassionati. Oggi vorrei consigliare Mexico di Willem Heijns di recente uscita. Heijns, qui trovate un'intervista che dà un'idea del personaggio, non è nuovo a imprese del genere dato che in passato ha pubblicato un DVD sui ciclidi dei laghi di cratere del Nicaragua. Per capire di che qualità siano i filmati di questo ultimo lavoro ne ho riportati alcuni tratti dal suo canale che trovate in youtube (ecco qua il link).








Nel DVD sono presenti filmati per un totale di cinquanta minuti che mostrano molte specie di ciclidi messicani nei loro ambienti naturali, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Vi trovate per esempio il noto comportamento di stirring (un genitore si intrufola nella sabbia per alzare il detrito di cui si potranno cibare i piccoli). Seguendo il menu vi è la possibilità di scegliere che località volete visualizzare in modo fornire uno spunto se desiderate ricreare in acquario un particolare biotopo (ammesso che il concetto di biotopo vi sia caro, dato che non per tutti è così). Tra le località più famose presenti nel DVD cito: Tamasopo, Cuatro Ciénegas, Media Luna, Cenote Azul... Non cercate informazioni su specie, parametri chimico-fisici o altro. Non ve ne sono, ma per noi ciclidofili è già molto quanto c'è.

mercoledì 7 luglio 2010

A volte ritornano

Ovviamente non parlo di me anche se qualcuno a ragione potrebbe pensarlo, ma di ciclidi del lago Vittoria che troviamo nuovamente sul numero di Nature pubblicato oggi online. Il ritorno del titolo tuttavia si riferisce ai ciclidi che stanno riapparendo nel lago. Il lago Vittoria ospitava in passato infatti oltre 500 specie di questi pesci, ma il paradiso fini' quando negli anni '60 un uomo con un secchio introduceva un potente predatore, la perca del nilo (Lates niloticus). I nuovi arrivati sconvolsero l'ecosistema predando i ciclidi ed alterandone la rete alimentare. Il problema è che il persico del nilo è un pesce che troviamo quotidianamente al supermercato e sulle nostre tavole e le autorità africane non sembrano avere reale intenzione di porre un freno alla diffusione del predatore che viene visto come il salvatore delle economie locali. Se volete saperne di più vi consiglio di leggere Lo strano caso del lago Vittoria e di vedere il film L'incubo di Darwin da cui ha preso spunto.


Ole Seehausen, che studia i ciclidi del Lago Vittoria da oltre vent'anni, è ormai sicuro che i ciclidi stanno riapparendo nel lago al punto da aver riportato la biomassa ai livelli del passato, ma non tutto è come prima. Le specie conosciute e studiate in precedenza sono poche, mentre appaiono numerose specie che sembrano essere ibride. Come già noto l'ibridazione è causata dall'eutrofizzazione dell'acqua che filtra la luce ed impedisce alle femmine di riconoscere correttamente i partner. Nuove invece sono le convinzioni che gli ibridi sembrano ben adattati all'ecosistema alterato e che sono in grado di coesistere con la perca del Nilo a differenza dei ciclidi di quarant'anni fa. Stiamo assistendo alla fase iniziale di una nuova radiazione? Oppure si tratta del canto del cigno delle ultime specie di ciclidi del Lago Vittoria?

Spinney L. 2010. Evolution: Dreampond revisited. Nature 466(7303): 174-175.


L'articolo su Nature è liberamente scaricabile a questo link.

venerdì 7 maggio 2010

Congresso AIC Pisa 2010

Il Congresso primaverile dell'Associazione Italiana Ciclidofili che per tradizione si tiene a Pisa con la collaborazione dell'Università di Pisa e del Museo di Storia Naturale e del Territorio è alle porte. Tra i protagonisti ricordo Christian Sturmbauer, uno scienziato che si occupa da tanti anni di ciclidi ed in particolare di Tropheus del lago Tanganica. Tutto questo per dirvi che sarò presente anche a questo incontro.
Nel frattempo, se volete leggervi qualcosa, consiglio l'ultima fatica dello studioso in questione che indaga il dimorfismo sessuale (le differenze di forma tra i sessi) dei Tropheus. Tropheus è un genere "strano" perché può vantare 120 diverse forme di colorazioni suddivise in sei specie, ma nessuna distinzione cromatica tra i sessi. Inoltre, nonostante la miriade di morfi di colore, i Tropheus sono pesci ritenuti stabili, se non statici al punto da essere definiti identici, per quanto riguarda la morfologia che sembra cambiare pochissimo tra le specie. Ebbene in realtà quello che si crede stabile non lo è così tanto.
Prima di tutto esistono differenze tra i sessi di una stessa specie: le femmine hanno bocche più grandi e data l'incubazione orale si può anche capire il perché. In alcune popolazioni le differenze sono notevoli, perlomeno statisticamente. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che negli ambienti di origine la competizione tra specie è ridotta; i due sessi avrebbero quindi possibilità di differenziarsi mangiando alimenti leggermente differenti. In altre popolazioni invece il dimorfismo sessuale è ridotto. Qui la competizione tra specie è molto forte e i due sessi non sono in grado di differenziarsi particolarmente nell'alimentazione dato che altre specie li mantengono vincolati alla loro dieta.
In secondo luogo la forma della bocca varia tra le popolazioni. Questo è dovuto ad un regime alimentare che tende a diversificarsi a seconda dell'ambiente (profondo o superficiale per esempio); il regime alimentare influenza anche la morfologia del peduncolo caudale (alimentazioni diversificate richiedono movimenti diversificati) che tende a variare quanto la bocca.
Questo è solo l'antipasto. Ora aspetto il piatto principale...

Uno dei miei primi nati di Tropheus moorii "Kalambo".


Herler J., Kerschbaumer M., Mitteroecker P., Postl L., Sturmbauer C. 2010 . Sexual dimorphism and population divergence in the Lake Tanganyika cichlid fish genus Tropheus. Front Zool. 7: 4.

giovedì 22 aprile 2010

Open Day AIC-Le Onde 2010. Io c'ero.

11 aprile 2010. Sono in ritardo per l'usuale Open Day AIC-Le Onde. Quando arrivo trovo la hall piena di gente e incredibilmente trovo ancora qualcosa da sbocconcellare sui tavoli apparecchiati per il Welcome-coffee. Qualche chiacchera, qualche pasticcino, qualche bicchiere di un imprecisato beverone aranciato e siamo pronti per la conferenza. A parlare è Thomas Lepel, uno che di grandi Laghi Africani se ne intende per avervi viaggiato in lungo e in largo e soprattutto per essere stato il primo a raccogliere ed esportare specie come Pseudotropheus demasoni e Melanochromis kaskazini (conosciuto in acquariofilia come M. sp. "Northern blue"). Titolo della conferenza era "Import/export di ciclidi dai laghi Malawi e Tanganyika", ma in realtà di lago Tanganica si è parlato poco, come si è parlato poco dell'esportazione dei pesci. La chiaccherata ha riguardato soprattutto i Ciclidi della costa tanzaniana del lago Malawi ed è durata oltre un'ora. Il pomeriggio ha visto una riunione dei soci AIC presenti che è terminata con alcune promettenti novità che potete leggere qui.
Di seguito trovate qualche fotografia che ho scattato durante la conferenza.

Da sinistra: Gianni Ghezzi, titolare di Le Onde, Thomas Lepel e Aldo Reggi, segretario AIC.

Il primo esemplare mai raccolto di Pseudotropheus demasoni.

Non solo pesci: Potamonautes orbitospinus, Lago Malawi.

Bucchochromis lepturus.

Femmina di Melanochromis kaskazini (ex M. sp. "Northern blue).

La raccolta di ciclidi per l'esportazione causa danni ambientali? Secondo Thomas Lepel la raccolta di pesci per acquari non ha praticamente alcun impatto sull'ecosistema dei Grandi Laghi se confrontata con la pesca attuata dalle popolazioni locali per l'alimentazione umana. Ecco come si presenta una tipica canoa dopo una notte di pesca per raccogliere pesci da alimentazione.


Ci vediamo a Pisa per ascoltare Christian Sturmbauer, uno dei più interessanti e titolati studiosi di ciclidi al mondo.

mercoledì 24 febbraio 2010

A proposito di viaggi

L'amico Stefano Valdesalici è tornato da poco dallo Zambia dove ha potuto bagnarsi nelle acque del lago Tanganica e soprattutto scoprire una nuove specie di Nothobranchius. Complimenti.

Ndole Bay, Zambia.
Fotografia di Stefano Valdesalici

venerdì 12 febbraio 2010

Tanti auguri Mr. Darwin

Image by Colin Purrington via Flickr


Buon Compleanno Mr. Darwin (201).

Per chi volesse rileggerlo, il post che ho dedicato al legame che unisce Darwin ed i ciclidi lo trovate qua.