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giovedì 23 aprile 2015

#Ioleggoperché: L'arte di collezionare mosche, Relicts of a Beatiful Sea

Fin da quando esistono, i biologi sono andati sulle isole per non impazzire di sovrabbondanza. Le isole diventano delle specie di generalizzazioni. Modelli esplicativi. E dove non ci sono isole bisogna inventarsele. Se non altro per divertimento.
L'arte di collezionare mosche


Io leggo perché ho bisogno di storie. E se ti emozioni al volo di un una farfalla, di fronte all'ovatura di una rana, al richiamo di un rospo smeraldino, questi due libri sono per te. Ti porteranno in mondi dove ti puoi illudere di cristallizzare la bellezza delle infinite forme bellissime in una teca di vetro oppure di poter sopravvivere in un deserto pur essendo un pesce o un anfibio.



Oggi è la giornata mondiale del libro e dei diritti d'autore e questo è il mio breve contributo all'iniziativa Io leggo perchè



mercoledì 22 giugno 2011

La notte delle rane


Anche quest'anno, tempo permettendo, presento all'Oasi Naturalistica del Parco del Roccolo la Notte delle Rane, una serata dedicata a raganelle e rane che prevede una breve introduzione alla biologia degli anfibi e una escursione guidata. È necessaria la prenotazione ed è richiesto un piccolo contributo. Se siete da queste parti vi aspetto. Ulteriori informazioni sulla locandina.

sabato 21 agosto 2010

Fontanili e rane


Rana latastei

Anfibi e fontanili non sono in genere una buona accoppiata. L'acqua è troppo fredda e troppo corrente e soprattutto vi sono un sacco di pesci, per giunta predatori. Questo è il motivo per cui, da avvocato specializzato in cause perse, mi ero incaponito in una tesi che avrebbe unito i due (non mi importava se erano rane, rospi e tritoni, bastava che fossero anfibi). Dopo averne visitati una cinquantina, impiegando quasi tutto il periodo utile alla riproduzione, venne la fatidica sera in cui trovai un'ottantina di ovature di rana di lataste. La mia tesi nacque in quel posto, tra il profumo penetrante della menta acquatica ed il sapore della nebbia che allora non era come adesso (ho sempre desiderato scriverlo!). Eravamo agli inizi degli anni '90, quando della rana di Lataste, un endemita della pianura padano-veneta, se ne sapeva ben poco e trovare una stazione riproduttiva in un fontanile disperso tra gli interminabili campi di mais della pianura bergamasca era un fatto che destava un qualche stupore. La sorpresa fu ancora maggiore quando nel fontanile a poche centinaia di metri da questo, scoprii una colonia di rospo comune. Peccato che la sex ratio non fosse fra le ottimali: 50 maschi e due femmine (una era morta per annegamento, probabilmente dovuto ai troppi maschi che l'avevano coperta impedendole di tornare in superficie a respirare).


Del fontanile delle rane è rimasto poco dato che il terzo millennio ha portato via le alberature che ornavano le ripe del fontanile, eliminato i tini in legno sostituendoli con quelli in cemento e soprattutto mandato in secca la risorgiva per qualche anno. Benché qualche adulto lo abbia osservato, da allora non ho più trovato ovature di rana di Lataste. E del fontanile dei rospi? Quello subì una sorte forse peggiore: costruirono una passerella in legno sulle ripe e delle panchine in legno e di tanto in tanto immettono le trote per la giornata del giovane pescatore.


giovedì 4 marzo 2010

È ufficialmente iniziata

Le Foppe Radaelli

Latito, lo so. Le notizie ciclidofile si susseguono quotidianamente ed io non ho neppure recensito il primo ciclide descritto nel 2010 (si tratta di un ciclide del Madagascar, lo faccio a breve). Come scusa potrei citare la "classica" invasione di cavallette che qualcuno, poco più noto di me, aveva già tirato in ballo, ma sono sicuro che non ci credereste. Oggi sono stato in campo a controllare se fosse già iniziata la stagione riproduttiva della rana agile (Rana dalmatina). La località di studio è a Trezzo sull'Adda. Questo è il link del sito dove potete scaricare, tra l'ampia quantità di materiale a disposizione, il libretto sulle piante acquatiche e gli anfibi alla cui stesura ho partecipato.

Ovatura di rana agile (Rana dalmatina).

domenica 3 maggio 2009

Per chi volesse...

L'anno scorso ho collaborato al monitoraggio delle pozze dell'Oasi Le Foppe, un sito di importanza comunitaria (SIC), di Trezzo sull'Adda i cui risultati sono confluiti in un libretto diviso in due parti che è possibile scaricare liberamente. La prima parte riguarda la flora dell'area umida dell'Oasi, mentre la seconda parte riguarda gli anfibi ed è farina del mio sacco. Ovviamente la mia recensione non può che essere positiva! Buona lettura.

Neometamorfosato di raganella italiana (Hyla intermedia) alle Foppe di Trezzo sull'Adda.
Fotografia di Livio L.

martedì 28 aprile 2009

Una rana albina!

Individuo albino di rana esculenta (Pelophylax klepton esculentus).
Fotografia di Livio L.

Nella giornata mondiale della rana non potevo sottrarmi al piacere-dovere di pubblicare un post batracomorfo. Ecco un esemplare di rana esculenta (Pelophylax klepton esculentus) albino. Si tratterebbe di albinismo incompleto, in particolare cutaneo, intendendo con questo che il funzionamento difettoso dei melanofori interessa solo la cute e non l'occhio. In altri esempi l'albinismo può interessare solo l'occhio e non la cute.

lunedì 6 aprile 2009

Una vita spericolata

Se fosse umano vivrebbe una crisi d'identità. Parlo del rospo smeraldino che negli ultimi anni ha visto vari cambiamenti di nome, di genere e di specie: da Bufo viridis a Pseudepidalea viridis fino a Bufo lineatus (con questo nome si riconosce alla specie un ruolo di endemita italiano). È ancora troppo presto per raccogliere qualche conclusione sul corretto nome da utilizzare per le popolazioni italiane, ma aldilà di ogni variazione di nomenclatura difficilmente il rospo smeraldino cambierà abitudini ed ecologia. Questo piccolo rospo infatti cerca come ambiente riproduttivo soprattutto raccolte d'acqua di piccole dimensioni che hanno lo svantaggio di prosciugarsi molto rapidamente. Ne è un esempio la località che ho fotograto su segnalazione di amici. Si tratta di una pozzanghera di non oltre i 10 cm di profondità e di pochi metri di lunghezza che è stata scelta dalla specie in questione per deporvi le uova. Se nei prossimi due o tre giorni non pioverà andranno perse tutte le covate.


La pozzanghera che è stata scelta come luogo di riproduzione dal rospo smeraldino. Sullo sfondo a destra si può notare il mucchio di asfalto che temo servirà prossimamente per ricoprire la raccolta d'acqua.
Fotografia di Livio L.


Le ovature di rospo sono riconoscibili per avere una forma a cordone.
Fotografia di Livio L.

Vivere dell'effimero ha dei vantaggi (mancanza di competitori e di predatori soprattutto, alta temperatura dell'acqua), ma anche dei notevoli svantaggi che si deve essere disposti a pagare salato nel caso vada male.

martedì 6 gennaio 2009

La neve, le rane ed i fontanili

Oggi ha nevicato per tutto il giorno (per un attimo ho provato un brivido vedendo le Sarracenia del mio balcone sommerse della neve, in pianura succede così raramente) ed ho approfittato del tempo libero per fotografare il circondario ed in particolar modo l'unico fontanile della mia città.
I fontanili sono un fenomeno squisitamente padano e quindi perdono tutti coloro che non li conoscano, e li invito ad un corso accelerato su di essi.
Nella zona di passaggio tra alta e bassa pianura avviene frequentemente che le acque di falda affiorino in superficie dando vita alle risorgive. Per bonificare e drenare i terreni paludosi che ne scaturivano, siamo circa verso il 1000, vennero praticati "buchi" di grandi dimensioni che raccoglievano l'acqua e la incanalavano via. Nascevano così i fontanili, un felice prodotto dell'interazione dell'uomo con la natura. Poiché l'acqua che scaturisce dal terreno è a temperatura costante, si va dai 12 ai 16°C a seconda della stagione, i fontanili permettevano la pratica della marcita. Essa consisteva nella fornitura di acqua a prati polifiti che producevano così un paio di tagli di erba in più rispetto alla conduzione usuale. Con il tempo la pratica della marcita è andata sparendo ed i fontanili con essa. Ora i fontanili superstiti hanno perso gran parte dell'importanza agronomica che avevano, ma sono diventati aree ad alta biodiversità nel "deserto" dell'antropizzata pianura padana. In certi casi si può parlare di hot-spot di biodiversità dato che alcuni fontanili ospitano specie endemiche di invertebrati appartenenti alla fauna delle acque sotterranee. I fontanili sono tuttavia luoghi importanti anche per i vertebrati, in particolar modo pesci ed anfibi. In genere i fontanili sono dominio dei pesci. L'elenco di specie è ampio e tra le mie preferite vi sono i gobidi panzarolo, Knipowitschia punctatissima, che vede nei fontanili l'ambiente di elezione e ghiozzo padano, Padogobius martensii, e lo scazzone, Cottus gobio, che tuttavia appartiene alla famiglia dei cottidi. I due gobidi sono specie subendemiche dell'Italia settentrionale, mentre lo scazzone mostra diffusione più ampia benché generalmente popoli le acque fredde e limpide delle zone a salmonidi dei fiumi. Per questo motivo nelle aree di pianura della Lombardia lo scazzone popola quasi esclusivamente i fontanili.
Se rivolgiamo lo sguardo invece agli anfibi, una specie tipica dell'ambiente di fontanile è la rana di Lataste, Rana latastei, un'altra entità subendemica dell'Italia settentrionale. Oggi, mentre vagavo per la campagna, pensavo a lei osservando la neve. Le rane, infatti, durante l'inverno rallentano le funzioni vitali e vanno in letargo. Se la temperatura ambientale rimane alta, tuttavia, gli individui devono consumare parte dell'energia accumulata che va a scapito della produzione delle uova. Avrete capito ora, oggi guardando la neve pensavo alle migliaia di rane di Lataste rifugiatesi in piccole cavità sotterranee o nella lettiera ed al loro sonno rigeneratore e pensavo soprattutto al boom di deposizioni che spero si succederanno questa primavera nei fontanili.

Un giovane maschio di Rana latastei. Fotografia di Livio L.

Termino con una fotografia del fontanile che ho visitato oggi. È un fontanile intermittente che non ha acqua tutto l'anno. Per chi volesse saperne di più sui fontanili consiglio di scaricare questo volume della serie Quaderni Habitat. È un'ottima introduzione all'argomento. Sui fontanili tuttavia tornerò ancora dato che sono la costante della mia carriera naturalistica. Insomma, non si vive di soli ciclidi.

Tutte le fotografie sono di Livio L.