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mercoledì 15 ottobre 2014

Ci vediamo il 24?


Il 24 ottobre sarò a parlare di biodiversità dei fontanili nella bassa pianura bergamasca. Ci vediamo li?

domenica 4 maggio 2014

Cryptoheros cutteri - One year later



Un breve video della coppia (così è possibile osservare anche la femmina) di Cryptoheros cutteri dopo oltre un anno di allevamento. Stanno crescendo bene.

lunedì 16 dicembre 2013

Compagni d'acqua

"L’altro giorno, parlando con un possibile finanziatore del documentario. Oggi, rivedendo insieme buona parte delle interviste raccolte in questi due anni. Ci stiamo rendendo conto che siamo partiti per fare un film sui fontanili, e forse stiamo facendo un film sulla crisi. E su alcuni modi per uscirne."

Questo e altro su busterfilm, il blog, e nella sezione progetto fontanili trovate la storia del docufilm raccontata dal compagno di viaggio. Stiamo capendo che ecologia fa rima con economia e che non ci basta parlar solo di pesci.



PS: ebbene sì, quello con la maglia di Wolverine sono io.

lunedì 4 novembre 2013

Videoclip: your local ocean

Il primo videoclip disponibile del documentario.  È privo delle interviste, ma rende un'idea dell'ambiente.




A breve si torna ai pesci!

lunedì 4 febbraio 2013

Cryptoheros cutteri


Maschio di Cryptoheros cutteri.

I Cryptoheros rappresentano per molti acquariofili il primo contatto con i ciclidi. Generalmente si tratta di pesci riprodotti in massa dagli allevatori asiatici (sottoposti quindi a selezione e ibridazione da generazioni) e che possono essere allevati in acquari di ridotte dimensioni. Nulla di strano che possano essere considerati la nave scuola della ciclidofilia internazionale. Nel mio ritorno alle origini sto venendo in possesso di  Cryptoheros che hanno scarsa diffusione tra gli appassionati italiani.
Vi risparmio il pippone tassonomico riguardante il genere, trovate qualche accenno qui, perché in questo post voglio proporvi qualche notizia sull'ultima specie che è arrivata nelle mie vasche: Cryptoheros cutteri



Femmina di Cryptoheros cutteri in livrea riproduttiva mentre accudisce le larve.

C. cutteri è una specie che vive nelle regioni atlantiche degli stati di Guatemala, Honduras, Belize e che solo di recente è stata osservata lungo l'area del San Salvador che si affaccia sull'Oceano Pacifico (qui trovate la check-list fresca di stampa dei pesci delle acque interne dello stato). Come altri Cryptoheros abita le aree fluviali a corrente lenta, anche se nella mia vasca ho una pompa a elevata portata che tuttavia non sembra impensierire la coppia.
Il nome C. cutteri è stato "riesumato" da Schmitter-Soto nell'articolo del 2007 che ha rivisto il genere Archocentrus. Non tutti gli studiosi sono però d'accordo sulla resurrezione (figuriamoci se troviamo dei tassonomi che abbiano opinioni identiche) perché le differenze tra  chetumalensis, spilurus e cutteri non sono così nette come descritte dall'autore. La caratteristica più evidente di C. cutteri è data dalle pinne pelviche chiare che sono nettamente diverse da quelle scure di C. spilurus e chetumalensis (sorvoliamo sul fatto che Schmitter-Soto non metta in particolare luce questa differenza)Se qualcuno dubita del fatto che basti un carattere del genere (unito a qualche minima differenza nella barratura) a identificare una specie, sappia che è molto difficile convincerlo del contrario. I più coraggiosi possono affrontare la lettura di questo articolo in tedesco tratto dal bollettino dell'Associazione ciclidofila tedesca che tratta con dovizia di particolari le differenze tra le varie specie. La mia conoscenza del tedesco purtroppo è troppo incerta per fornirvi una traduzione seria.





Concludo con un video della coppia che dopo pochi giorni di convivenza in acquario ha deposto in un angolo su un lato di un sasso sprofondato nella sabbia.  I Cryptoheros depongono le uova in cavità e quindi ricercano sempre i luoghi più appartati di una vasca. Contrariamente a come agisco di solito ho imposto i partner dato che mi sto convincendo che con questo genere non sia necessario crescere un gruppo di giovani per avere coppie affiatate. In questo breve video potete osservare la dedizione, il continuo lavoro e la frenesia che contraddistinguono i novelli genitori. Pochi altri ciclidi si occupano della prole come i centroamericani. Abbandonare i ciclidi africani non è stato vano!

venerdì 11 gennaio 2013

Ciclidi dal Costa Rica


Cryptoheros septemfasciatus

Due settimane di ricerca scientifica in Costa Rica sui ciclidi raccontate da chi le vive in prima persona. Lo trovate sul blog di Sam Borstein, studente di Biologia all'Università di Sacramento, acquariofilo, allevatore di ciclidi, membro di varie associazioni americane di Ciclidofili. Cosa si vuole di più?

Astatheros altifrons

venerdì 31 agosto 2012

Thorichthys aureus; le larve

Con oltre 30°C le uova si sono schiuse in poco più di 24 ore e le larve sono state radunate dalla madre, un piccolo caterpillar viste le buche che sta costruendo, in prossimità del masso eletto a nido. Come in ogni sana famiglia di ciclidi con un certo tocco di dimorfismo sessuale è soprattutto la femmina che si prende cura dei piccoli mentre il padre al minimo accenno si ritira nelle stanze nel retro. Per rifarsi scaccia i T. socolofi.   Ecco un breve video che mostra le larve ancora incapaci di nuoto insieme ai genitori.


Dopo aver visto alcuni filmati di Thorichthys fluviali ho aumentato la circolazione dell'acqua con una pompa da 2800 l/h. I pesci non sembrano essere stati particolarmente toccati dal cambiamento che non è di poco conto anche se non ho ancora capito se hanno gradito.

lunedì 27 agosto 2012

Thorichthys aureus in riproduzione

Poco più di un paio di settimane in vasca, di cui una senza che il sottoscritto fosse a casa, e gli aureus hanno iniziato a deporre (come da manuale si tratta di una deposizione su substrato all'aperto). Tra l'altro la deposizione è avvenuta sulla parete verticale della roccia che fronteggia il vetro frontale, posizione ideale per scattare qualche fotografia. Forse i cambi d'acqua giornalieri, l'intensa alimentazione,  le temperature elevate hanno contribuito a spingere la coppia verso il lieto evento. Oppure più semplicemente quando una coppia inizia la fase riproduttiva le è difficile uscirne. Ecco alcune immagini che spero rendano l'idea del serrato rituale di deposizione e fecondazione. Non si tratta del girotondo dei ciclidi incubatori orali dove le uova sono deposte una alla volta e subito ingoiate dalla femmina. In quel caso occorre sequestrare l'uovo prima che possa essere divorato. Nei ciclidi che depongono su substrato le uova sono sempre in bella vista, soprattutto se deposte all'aperto.




La coppia di Thorichthys aureus durante la deposizione delle uova. L'esemplare a destra è la femmina.

Aggiungo un video tremolante, ma non ho avuto modo di girarne altri purtroppo, del balletto della deposizione. Enjoy.


venerdì 15 giugno 2012

Africa on the road: Lago Malawi






È tempo d'estate e girovagando tra i canali televisivi e le varie notizie che fioriscono in questo periodo, pantere libere per le campagne, vipere in cerca di prede umane, UFO che rapiscono uomini e donne per usarli come cavie, ci si può imbattere in documentari sui grandi laghi e sui fiumi africani. Cliccate su questo link (Rai Replay) per il video del lago Malawi e qua (Rai Replay) per quello sul fiume Zambesi. Buona visione.

venerdì 23 dicembre 2011

Underwater: America centrale

Prima che arrivino sul blog i post tassonomici su Mikrogeophagus ramirezi e Microchromis un po' di respiro con un video che forse avete già visto realizzato a Panama, Costa Rica, Belize e Guatemala e che riprende Andinoacara coeruleopunctatus, Amphilophus calobrensis, Hypsophrys nematopus, Amatitlania nigrofasciata, Parachromis dovii, Amphilophus alfari, Paratheraps melanurus (lo trovate con il nome specifico di synspilus), Theraps irregularis e Chuco godmanni nei loro ambienti naturali.


Vi ho già detto che amo le foglie sul fondo?

martedì 13 dicembre 2011

Underwater

Nei socialcosi si fanno incontri interessanti e a volte ti imbatti in veri e propri gioielli. Come questo sito.



giovedì 11 agosto 2011

Vagabondaggi

Produrre un video è attività che non comprendo e non chiedetemi perché ci ricaschi così spesso.
Quello in basso riguarda la coppia di Amatitlania sp. "Honduran red point" di cui parlavo qualche giorno fa che si è già riprodotta. I genitori sono giovani e non mostrano ancora i colori sgargianti tipici di individui di una certa età, ma sono ugualmente orgoglioso dell'evento e voglio condividere questo momento. I vagabondaggi dei piccoli, la tenacia della coppia nella difesa dalle minacce portate da altri pesci, l'insieme di comportamenti mostrati da prole e genitori ripagano di tutto, anche di qualche sfumatura mancante. Ecco perché oggi allevo ciclidi centroamericani.
Nei prossimi giorni torno a questioni più importanti, nuove specie, macchie, speciazioni, ma domani lasciatemi andare a fontanili.

PS: lo so che il vetro è rigato, ma la vasca ha ormai oltre 15 anni.
PSS: lo so che la mia tecnica può ancora migliorare molto, ma almeno questa volta la schermata è ferma e non vibra continuamente.
PSSS: per chi si chiede come mai i genitori sono meno blu delle fotografie di qualche giorno fa, posso dire che ho usato solo la luce della vasca che purtroppo appiattisce i colori. La luce solare metterebbe tutto nella giusta prospettiva.



domenica 23 gennaio 2011

Scusate l'assenza

ma il virus dilaga e soprattutto non molla.
Per farmi perdonare della forzata latitanza gustatevi questi filmati sull'Amazzonia che trovate su youtube. Sono 9 e nel settimo c'è un incredibile pesce gatto che sembra una sanguisuga. Inoltre vi sono alcuni ciclidi che ho citato in questi mesi.
A tempi migliori.



domenica 7 novembre 2010

Update: vite nelle correnti

Teleogramma depressum
Fotografia di RONNIN

Grazie alla disponibilità di un corrispondente francese (grazie!), posso mostrare una foto ed un video di Telogramma depressum di cui ho parlato nel post precedente. Dalle fotografie non si percepisce una notevole differenza tra T. depressum e T. brichardi con cui ho aperto il post. Semplificando posso dire che i depressum meno assottigliati possono somigliare ai brichardi più snelli. Determinazioni esatte però richiedono esami dettagliati che sugli esemplari vivi è difficile effettuare.
Il genere Teleogramma contiene quattro specie (T. brichardi, T. depressum, T. gracile, T. monogramma) che sono molto simili tra loro: corpo allungato e assottigliato, vescica natatoria ridotta, scaglie molto piccole e una sola linea laterale. Il colore del corpo è grigio-nero e le femmine sono di solito più piccole dei maschi e in riproduzione mostrano un ventre rossastro. In natura i Teleogramma frequentano ambienti d'acqua corrente molto veloce ricchi di pietre sotto cui si rifugiano.
Il video, aldilà di qualche difetto tecnico, è interessante perché rende l'idea di come si muovano questi pesci e di come si comporti un reofilo "spinto". A questo punto anche questo genere è stato messo nella mia wish list.





venerdì 5 novembre 2010

Sprichst du Deutsch?


Nell'era del web 2.0 trovare video con riprese in natura ormai non è difficile. A questo proposito un sito che vale la pena frequentare è aquanet che riporta una sezione dedicata alle spedizioni nei paesi d'origine dei pesci d'acquario. Da parte mia non posso che consigliarvi la spedizione di Anton Lamboj in Camerun con guest star Pelvicachromis pulcher, ma se avete tempo potete spulciare qua e là e godere per esempio dei biotopi acquatici di Panama. L'unico problema è che le riprese sono commentate in tedesco. Io, da italiano medio, mi limito a guardare le figure.

venerdì 1 ottobre 2010

Cyathopharynx: ciclidi che costruiscono crateri

Cyathopharynx furcifer è un ciclide endemico del lago Tanganica appartenente alla tribù degli Ectodini. Si tratta di una specie ad incubazione orale materna i cui maschi vivono in gruppi chiamati lek dove hanno la possibilità di mettersi in mostra di fronte alle femmine prossime alla riproduzione. Per appartenere ad un lek un maschio di Cyathopharynx deve costruire un cratere di sabbia che fungerà da talamo nuziale. Dopo l'accoppiamento la femmina se ne va per occuparsi della prole da sola, mentre il maschio continuerà ad attirare altre femmine. Generalmente i maschi al termine della stagione riproduttiva abbandonano l'arduo compito della riproduzione dato che mantenere simili castelli di sabbia richiede un dispendio energetico notevolissimo.
Un recente studio ha sondato il ruolo dei crateri nella scelta dei maschi da parte delle femmine di Cyathopharinx furcifer nella località di Kasakalawe Bay nei pressi Mpulungu in Zambia. Un cratere poteva essere distrutto, ingrandito, ridotto oppure disturbato, nel senso che i paraggi venivano manipolati.
Ancora una volta si è osservato che "bigger is better"; le femmine visitavano maggiormente i maschi più attivi e con i crateri più grandi – la solita storia dell'individuo più dotato e facoltoso? Una delle spiegazioni suggerite è che le femmine potrebbero essere attirate dai crateri più grandi perché sono più evidenti, ma non necessariamente visitare maggiormente un cratere significa accoppiarsi con il possessore. Un aspetto interessante riguardante la grandezza dei crateri è che nei castelli di sabbia che erano stati allargati artificialmente dagli studiosi, il proprietario si preoccupava di ridurlo alle dimensioni originarie. Qualcosa del genere è stato osservato anche negli uccelli giardinieri i cui nidi erano stati arricchiti di oggetti: i maschi proprietari riducevano lo sfarzo del nido probabilmente per evitare attacchi da parte degli altri maschi che sapevano che i possessori non erano all'altezza del nuovo nido.
Tuttavia la grandezza del nido sembra essere solo la una delle caratteristiche ad essere prese in considerazione dalle femmine dato che durante la perlustrazione del luogo esse considerano anche altre proprietà dei nidi. Nell'articolo si trovano ulteriori informazioni e quindi scaricatelo dal link in calce al post. Prima di concludere un paio di considerazioni.
La prima riguarda la confusione tassonomica in cui sembra giacere il genere Cyathopharynx. In molte località sono presenti due forme di furcifer, una chiara ed una scura, che su suggerimento di Ad Konings sono state identificate come Cyathopharynx furcifer e C. foae. Il riconoscimento della seconda specie non è ancora avvenuto da parte della tassonomia ufficiale. In secondo luogo anche gli autori di maggior prestigio compiono errori che non vengono corretti neppure dai revisori. Il termine cf che accompagnato al nome di una specie significa confronta non può essere scritto c.f. Hanno ragione a dire che la tassonomia è una disciplina in declino.

Schaedelin F. C., Taborsky M. 2010. Female choice of a non-bodily ornament: an experimental study of cichlid sand craters in Cyathopharynx furcifer. Behav Ecol Sociobiol, 64: 1437–1447.


PS. il filmato in questione riporta dei Cyathopharynx in riproduzione solo negli ultimi minuti.




sabato 31 luglio 2010

Mexico!


Se non avete possibilità di viaggiare (non tutti possiedono l'intraprendenza di Enrico!), ma morite dalla voglia di osservare i ciclidi in natura, non rimane che acquistare un buon DVD. Sul mercato non c'è molto e quasi tutto è prodotto da appassionati. Oggi vorrei consigliare Mexico di Willem Heijns di recente uscita. Heijns, qui trovate un'intervista che dà un'idea del personaggio, non è nuovo a imprese del genere dato che in passato ha pubblicato un DVD sui ciclidi dei laghi di cratere del Nicaragua. Per capire di che qualità siano i filmati di questo ultimo lavoro ne ho riportati alcuni tratti dal suo canale che trovate in youtube (ecco qua il link).








Nel DVD sono presenti filmati per un totale di cinquanta minuti che mostrano molte specie di ciclidi messicani nei loro ambienti naturali, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Vi trovate per esempio il noto comportamento di stirring (un genitore si intrufola nella sabbia per alzare il detrito di cui si potranno cibare i piccoli). Seguendo il menu vi è la possibilità di scegliere che località volete visualizzare in modo fornire uno spunto se desiderate ricreare in acquario un particolare biotopo (ammesso che il concetto di biotopo vi sia caro, dato che non per tutti è così). Tra le località più famose presenti nel DVD cito: Tamasopo, Cuatro Ciénegas, Media Luna, Cenote Azul... Non cercate informazioni su specie, parametri chimico-fisici o altro. Non ve ne sono, ma per noi ciclidofili è già molto quanto c'è.

lunedì 14 giugno 2010

Ci sono

Nonostante tutto ci sono ancora. Nel frattempo nelle vasche assisto ad un buon numero di riproduzioni tra cui quella di una paio di coppie di Thorichthys aureus "Lago Isabal". Nel video ne vedete una intenta alla cura della prole.
Dopo tanti anni di ciclidi ad incubazione orale, anche se biparentali come alcune specie del genere Xenotilapia, mi ero quasi dimenticato delle emozioni che sanno infondere i comportamenti parentali di una coppia di ciclidi centroamericani che depongono su substrato: gli spostamenti delle larve nelle diverse buche scavate nella sabbia, il continuo avvincendarsi sopra gli avannotti, la comunicazione attraverso il cambio di livrea sono fenomeni che non hanno eguali.


PS: la prossima volta mi procuro un cavalletto o qualcosa facente funzione.
PPS: sto lavorando all'elenco dei generi animali che conosco come promesso qualche tempo fa ed al riassunto del Congresso AIC di Pisa. A presto.