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martedì 11 agosto 2009

Mating system: cambiare strategia a seconda delle circostanze

Un maschio di Ctenochromis horei.
Fotografia di Philippe Burnel.


Noi umani permeati di essenzialismo fino al midollo cerchiamo di incasellare nelle nostre categorie mentali i comportamenti degli altri esseri viventi e se i conti non tornano tendiamo a ritenerle deviazioni, aberrazioni. Si pensi alle strategie riproduttive che in una specie possono essere molto diversificate a seconda della densità di una popolazione, del rapporto tra i sessi, della fecondità e del comportamento con cui si sceglie il partner. Ne deriva che può risultare impossibile definire in modo univoco il comportamento riproduttivo di una specie. Rimanendo nell'ambito dei ciclidi e nello specifico dei Ciclidi del Lago Tanganica, Neolamprologus tetracanthus per esempio mostra un comportamento haremico con conseguente cura parentale esclusivamente femminile nelle popolazioni meridionali, mentre in quelle settentrionali instaura legami monogami che costringono entambi i sessi a collaborare nella cura della prole. Da tempo è noto che ad influire sul sistema riproduttivo dei ciclidi che depongono su substrato è soprattutto la pressione predatoria che quando si allenta libera il maschio dalle cure parentali permettendogli di andarsene alla ricerca di altri partner. Questo avviene perché l'investimento maschile, quella manciata di spermatozoi rilasciata durante l'accoppiamento, è poca cosa in confronto alla massa di uova prodotte dalle femmine. Stranamente i fattori che influiscono sugli incubatori orali sono poco conosciuti. Curioso se si valuta che la maggior parte dei ciclidi che compono gli species flock dei Grandi Laghi africani appartiene a tale categoria.


Una coppia di Ctenochromis horei durante la deposizione delle uova.
Fotografia di Philippe Burnel.

Per tentare di iniziare a colmare tale lacuna un recente studio ha investigato la variabilità del sistema riproduttivo di Ctenochromis horei, un ciclide del lago Tanganica che frequenta le aree costiere superficiali da 1 a 4 metri di profondità. Fino ad ora le conoscenze sul sistema riproduttivo di questo ciclide erano limitate ad osservazioni risalenti ai primi anni '90. Secondo quanto riportato le popolazioni settentrionali di Ctenochromis horei si riproducono lungo tutto l'anno mostrando una rigida scala gerarchica che permette quasi esclusivamente la riproduzione al maschio dominante. Il nuovo studio invece ha avuto come oggetto una popolazione meridionale ed ha riservato alcune sorprese. In questa piccola popolazione (è stato investigato un territorio di 200 metri quadrati) i maschi che hanno avuto la possibilità di riprodursi erano diversi. Alcuni erano maschi "parassiti" (sneakers: maschi che durante l'accoppiamento si introfulano tra la coppia per espellere degli spermatozoi sulle uova) ed il loro numero si è rivelato superiore a quanto atteso. Inoltre il numero di maschi parassiti sembra essere più elevato al termine della stagione delle piogge quando l'acqua è più torbida e più favorevole all'avvicinamento di un maschio parassita ad una coppia in amore. È proprio vero che le tenebre favoriscono comportamenti "licenziosi"!
Ancora una volta i ciclidi si dimostrano meravigliosamente plastici, anche quando si tratta di una specie la cui cura della prole non dimostra variazioni, che si riproduce tutto l'anno tra l'altro in un ambiente ritenuto relativamente stabile quale può essere uno dei più grandi laghi tropicali al mondo. Stabilite voi ora qual è l'essenza di questo ciclide.

Sefc K. M., Hermann C. M., Koblmüller S. 2009. Mating system variability in a mouthbrooding cichlid fish from a tropical lake. Molecular Ecology. 18: 3508-3517.


PS: questo è un post rigorosamente di speculazione scientifica ed ogni riferimento alla filosofia è da ritenersi puramente accidentale dato che ho abbandonato tale disciplina al termine del liceo.

PPS: ringrazio Philippe Burnel per aver condiviso le sue fotografie di Ctenochromis horei.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci sono casi di ciclidi tenuti in acquario in spazi ristretti in cui un maschio se ha a disposizione + femmine tende ad haremizzare. Comune nei ram, negli scalari o addirittura nei discus. Difficile lo facciano in megavasconi dove hanno sempre rapporti di coppia fissa. Anche i salvini ogni tanto in acquario si lasciano andare a questo comportamente ma non credo che in natura sia facilmente gestibile. Almeno quando ho investigato un tratto di costa di circa 2 km. a laguna bacalar tutte le coppie erano rigorosamente legate a piccoli o uova e nessun maschio si sognava di abbandonare moglie o prole. Non ho neanche mai visto nessun maschio solitario che a causa dell'altissima foschia in acqua avrebbe potuto approfittare della femmina. Probabilmente in questa zona la stabilita' dello specchio d'acqua permette alle coppie di rimanere tali a lungo al contrario dei corsi d'acqua mutevoli dove probabilmente c'e' rimescolamento di partner o addirittura diversi metodi riproduttivi. Giustamente per gli incubatori orali e' piu' un casino. Specialmente per quelli meno specializzati tipo i geophagini.

ciao enrico

Livio L. ha detto...

@Enrico: grazie per i tuoi commenti che pescano dalla visione degli ambienti naturali in cui vivono i ciclidi. Noi acquariofili sappiamo bene come siano plastici i ciclidi, anche se a volte ho il sospetto che alcuni comportamenti siano dovuti alle ridotte dimensioni dei nostri acquari come dici anche tu.