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giovedì 8 settembre 2011

Evoluzione tra le rapide

Non esistono solo i grandi laghi in Africa. Dei ciclidi delle acque correnti ne ho parlato in passato qui e qui. Cosa c'è di meglio di un video di Melanie Stiassny sulle ricerche in atto (qua trovate il diario di viaggio del 2010)? Libidine pura. Nei prossimi giorni torno sull'argomento.



12 commenti:

robi63 ha detto...

bellissimo video
se sapevo l'inglese sarebbe stato piu interessante :-(

inusuale vedere una donna a capo di una "spedizione"

il prelievo di campioni dal pescato , che poi hanno portato al laboratorio , serviva per catalogarli ?
oppure per studiare eventuali malattie ?

cualcuno mi spiega cosa hanno detto del pescetto rosa senza occhi ?
una specie cieca ?

che brutta cosa non conoscere le lingue ....

Livio L. ha detto...

I pesci pescati vengono catalogati per studi tassonomici. Facile che saltino fuori specie nuove. Il pesce senza occhi è una specie cieca dal nome Lamprologus lethops, una specie endemica ovviamente. Se ho tempo risento il video e ti dico.

robi63 ha detto...

ok

in italiano non c'è nulla sul lethops , ne fa solo un accenno wikipedia
si limita a scrivere che è un ciclide , vive nel fiume congo , raggiunge i 10 cm
e vive in profondita , almeno 50 metri
cosa facilmente intuibile .... se non ha gli occhi è perche vive al buio

Milo ha detto...

L'ultima presentazione che ho visto sui pesci delle rapide era di Kottelat. Avvelenavano tutta l'asta prima della cascata per raccogliere i campioni. Pero' trovavano una specie nuova per ogni cascata.
Piu' o meno come quando Kottelat gira per l'europa, ogni lago che visita tira fuori una specie endemica (anche se non c'e') :)

Livio L. ha detto...

@robi63: il video dice più o meno questo (è un riassunto): questo ciclide è depigmentato e cieco non è mai stato trovato vivo, ma solo morto sulle rive del fiume. Per questo si pensa che viva in profondità nei canyon.
Non sono purtroppo riuscito a capire il nome in africano.
@Milo: anch'io nutro molti dubbi sulla proliferazione di specie che avviene quando Kottelat si mette a lavorare. Il lavoro di kottelat avveniva in che area? Asia?

Milo ha detto...

Si, sud est asiatico. In fiumi con portata minore e meno profondi.

Anonimo ha detto...

Salve,
scusate innanzitutto se posto qui ma non saprei dove altro farlo: vorrei chiedere al curatore del blog, che ho letto in questi ultimi giorni e che ho apprezzato molto per le numerose informazioni in esso contenute riguardanti i più svariati campi (evoluzione, morfologia, fisiologia, nicchia ecologica ecc ecc).
Terminata la captatio benevolentiæ volevo domandarle se potrebbe consigliarmi una specie di ciclide da introdurre in un lago artificiale per una lotta biologica al gambero della Luisiana.
I motivi per cui voglio appurare sono molteplici non ultimo lo ammetto una specie di odio coltivato nel tempo.
In particolare credo servirebbe un ciclide che abbia una morfologia boccale abbastanza specializzata nei confronti dei crostacei, sufficientemente grande da mangiare i gamberi sub-adulti, che anche se piscivoro opportunista non riesca a mangiare pesci di una certa taglia (zoccoli e carpe), che appartenga a un biotipo torbido e che sopporti l'escursione termica alle latitudini del centroitalia.
Io in tal proposito dopo un po' di ricerche sarei propenso per dei Cichlasoma octofasciatum
(che so essere sopravvissuti anche in laghetti dove si è congelata la superficie!) e che so nutrirsi anche di crostacei.
Naturalmente mi rendo conto della limitatezza delle mie conoscenze ittiologiche ed è proprio per questo che giro il quesito.
La ringrazio sia che mi consigli sia che mi dissuada dall'introdurre, la ringrazio addirittura anche se non mi risponde (quantomeno perché se è arrivato qui ha letto tutto)

p.s.
Il lago è lontano da altre fonti di acqua quindi le possibilità di inquinamento biologico, salvo bentonici in grado di restare fuori dall'acqua e di camminare dalle sponde dei fiumi fino a li nei giorni di pioggia, sono nulle.

Livio L. ha detto...

In effetti, caro Anonimo, questa non è la sede più adatta per un quesito di questo genere (nella colonna di destra c'è la mail del blog cui spedire domande, apprezzamenti, insulti...).
Fortunatamente non esiste un ciclide che può sopportare le temperature invernali italiane e quindi ogni introduzione sarebbe destinata a fallire. Le tilapia introdotte in Italia sono state liberate in acque termali. Temo inoltre che un eventuale ciclide non riuscirebbe mai a eliminare totalmente il gambero dato che non appena le densità dei gamberi diminuirebbero si rivolgerebbe ad altre prede più abbondanti. Rocio (è questo il nuovo genere da qualche anno) octofasciata adulti potrebbero cibarsi di gamberi, ma solo da adulti. Riesco a spiegarmi?

Anonimo ha detto...

Per prima cosa mi scuso per la caoticità della precedente mail, l'ho scritta di furia e poi rimaneggiata. La sintassi randomica è dovuta a questo (ma non nego che c'è anche un po' della mia farina), immaginavo che il pesce non avrebbe cominciato a nutrirsi fin da subito dei gamberi (in realtà è un fatto ovvio) e per questo pensavo di prendere un esemplare adeguatamente dimensionato, per quel che riguarda la capacità dei ciclidi di sopportare il nostro clima oltre alla mia personale osservazione dei Cichlasoma nigrofasciatum di un mio amico che hanno vissuto in vasche prive di termostato tutto l'inverno le cito anche una fonte web (per quanto inaffidabile sia il web):
http://www.acquariofilia.biz/showthread.php?t=116853
Ora in realtà il mio scopo non è quello di estirpare i gamberi ma quello di limitarli, per farlo pesco e uccido gli adulti (basta un po di pollo e una griglia) e contavo di controllare la popolazione giovanile con un crostacivoro, consideri che se il ciclide non ha la bocca sufficientemente grande non può mangiarsi gli altri pesci di una certa taglia.
Comunque sia dal suo commento mi sembra traspaia che lei considera la scelta avventata, se è così basta che lo dica e mi asterro dal metterla in atto, io del resto le o scritto anche e sopratutto per questo.
Concludo dicendo che l'idea di usare ciclidi invece che pesci autoctoni o alloctoni che ci hanno già invasi è dovuta al fatto che persici vari e lucci sono prevalentemente piscivori (pure io che non so niente di morfologia riconosco una bocca fatta a quel modo)e che io volevo preservare un certo tipo di popolazione nell'ambiente.
Mi scuso se le sembro in qualche modo offensivo, sto cercando solo di risponderle ma mi rendo conto che se mi dice una cosa dato quanto ne sa probabilmente è così.

Alessio

Livio L. ha detto...

Con la metà della fauna ittica italiana alloctona non sono propenso a consigliare l'introduzione di un ciclide in un lago anche se artificiale e pur distante da altri specchi d'acqua. Penso anche che non ci sarebbe modo per il ciclide di passare l'inverno pur essendoci alcune esperienze simili. La paura fa 90! Credo anche che in questo modo non si riuscirebbe a eradicare il gambero dato che l'octofasciata non è specializzato nel predare gamberi, ma mangia un po' di tutto, e si finirebbe in una situazione di equilibrio tra ciclidi e gamberi. È vero che i lucci sono piscivori per esempio, ma i piccoli mangiano anche invertebrati.
A questo punto, Alessio, ti devo chiedere se vuoi continuare la discussione di passare alla mail del blog che trovi nella colonna di destra. Non mi sembra corretto ammorbare un post che ha per oggetto un video sui ciclidi del Congo con questioni del genere. Grazie e alla prossima

Livio L. ha detto...

Nel precedente commento ho dimenticato di dire che l'introduzione di una specie in un territorio è normata e non so se sia legale quanto tu affermi di voler fare (il lago artificiale è in fondo chiuso per esempio?). L'aspetto legale non è da trascurare.

Milo ha detto...

Scusa se continuo nel filone Livio ma volevo confermare quello che hai gia' detto ad Alessio.

In pratica non esiste nessun pesce che sia talmente specializzato da cibarsi esclusivamente di gamberi ma qualsiasi pesce che sia di dimensioni adeguate, in presenza di una risorsa preponderante tende a cibarsene.

Ci sono diverse specie autoctone che potresti introdurre per controllare i gamberi (e forse ne hai gia' qualcuna nel lago) ma ricorda che la lotta biologica e' sempre un affare rischioso.
Ci sono pochi metodi alla portata economica del singolo che possano veramente controllare la popolazione di gambero rosso.

Ci sono poi delle leggi da rispettare riguardo l'immissione di specie, a meno che non si tratti di acqua privata in fondo privato.