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lunedì 12 ottobre 2009

Fish Behavior. In acquario e in natura.



Sono seduto di fronte al mio acquario. Nulla di speciale o di particolare. Qualche Pecilide, qualche Goodeide, alcune radici. La corrente è abbastanza forte, ma i pesci nuotano tranquillamente. Sono impegnati, quasi come in natura, a cercare del cibo. Frugano sulla superficie dei legni, tra le foglie in lenta decomposizione sul fondo, tra le alghe sui vetri laterali. Fanno capolino da dietro una radice e poi scompaiono nuovamente. Una volta ogni tanto qualche individuo si esibisce in una parata di minaccia e poi insegue il rivale o viene inseguito. I maschi cercano le femmine, mentre i giovani non pensano ancora alla propria sessualità. È una visione riposante, perfino ipnotica nella sua semplicità. È il mondo dei pesci che si schiude davanti ai nostri occhi, un mondo che solo chi è acquariofilo riesce a comprendere e capire anche in dettagli che possono sembrare minimi. Quella sfumatura sul corpo, quella minima barratura, quella macchia sulla pinna che si allarga o si restringe a seconda dell’umore.
Questo libro è per tutti coloro che vogliono indagare il comportamento dei pesci ed in particolar modo di quelli che vivono nei nostri acquari. Vi troveremo perciò tanti vecchi amici. Xiphophorus helleri, Cryptoheros nigrofasciatum, Astronotus ocellatus, Crenicichla, Poecilia reticulata, Trichopsis, Danio rerio, ma anche lo spinarello, il pesce gatto, la sanguinerola, il persico sole. Il campo di studio l’acquario, alcune volte anche l’ambiente naturale.
I contenuti sono suddivisi in tre sezioni. La prima si occupa delle abilità sensoriali che nei pesci si presentano abbastanza diversificate: olfatto, udito, linea laterale e ricezione dei campi magnetici ed elettrici. Nella seconda parte si affrontano le abilità cognitive: l’apprendimento, l’orologio biologico (perché un pesce fa quello che fa al momento giusto?), il riconoscimento individuale, la “calibratura” dei predatori e degli avversari (fino a che punto spingersi con un predatore o con un rivale?). La terza ed ultima sezione prende in considerazione le situazioni che impongono delle scelte ai pesci. Questo perché anche la vita di un pesce, non diversamente da quella dell’uomo, esige valutazioni e decisioni (inconsce, ma non per questo meno interessanti) dalle quali spesso dipende il destino dell’individuo o della sua stirpe. La scelta del compagno o compagna per esempio, un impegno quasi universale (i pesci che vivono solitari, come pure quelli che si riproducono in massa, non si possono permettere il lusso di andare per il sottile: chi c’è, c’è!). Sta tutta qua l’arte del compromesso: tra riprodursi, mangiare e non essere mangiati. Un libro interessante e ricco di spunti. Veramente apprezzabili gli approfondimenti riguardanti curiosità, informazioni, particolarità trascurate o appena tratteggiate nel testo principale.
Dedicato a chi si pone domande di fronte al proprio vetro preferito.


PS: già altri ne hanno scritto la recensione (ecco quella del mio amico Percomorfo), ma è uno dei miei libri preferiti e non ho resistito.

2 commenti:

Fabio ha detto...

La tua è una recensione, il mio è un commentino da blogger scrauso.
:-)

fabio

Livio L. ha detto...

@Fabio: troppo severo!
:-D