Un nuovo genere,
Andinoacara, per "vecchie" conoscenze. A decretarlo è una ricerca condotta attraverso l'uso combinato di caratteri morfologici e molecolari che ha indagato le specie del gruppo
Aequidens pulcher-rivulatus trovando loro una nuova posizione sistematica. Ecco una breve scheda Le considerazioni le lascio al termine.
Andinoacara n. gen
Specie tipo:
A. latifrons
Specie:
Andinoacara biseriatus, A. coeruleopunctatus, A. latifrons, A. pulcher, A. rivulatus, A. sapayensis,
A. sp. "Maracaibo",
A. sp. "Silversaum".
Distribuzione: Genere di ciclidi sudamericani, tranne una specie che raggiunge l'America Centrale inferiore (A.
coeruleopunctatus), a distribuzione fondamentalmente nord-occidentale ed in piccola parte cis-andina che raggiunge il bacino dell'Orinoco.
Note: il genere
Andinoacara non presenta caratteristiche uniche che lo possano distinguere da altri Cichlasomatini, ma piuttosto una combinazione di caratteristiche. Per esempio gli
Andinoacara depongono su substrato e non raccolgono le larve in bocca a differenza di
Tahuantinsuyoa e
Bujurquina che sono incubatori orali larvofili. Da questi due generi si distingue anche per la distribuzione trans-andina.
Dovremmo essere perciò contenti dell'erezione di
Andinoacara che viene a risolvere alcuni dubbi che si agitavano nella mente dei tassonomi da oltre vent'anni. Nell'articolo si accenna anche al fatto che il genere
Aequidens dovrebbe scomparire perché cadrebbe in sinonimia con
Cichlasoma data la propria condizione di parafiletia. Cosa vuol dire che un genere è parafiletico? Per rispondere conviene dare qualche definizione. Un taxon (un gruppo di organismi) è monofiletico quando include tutti i discendenti di un progenitore incluso il progenitore stesso. Polifiletico, invece, è un gruppo di specie al cui interno non vi sono parentele, e parafiletico è un gruppo che non contiene tutti i discendenti di una specie.
Ecco un esempio.
Immagine tratta da Wikimedia CommonsSecondo gli autori
Aequidens sarebbe un genere parafiletico e perciò per raggiungere la monofilia dovrebbe includere anche
Cichlasoma che per ragioni di priorità temporale diventerebbe quindi il nome corretto del genere fagocitando
Aequidens. Qual è il problema? Il problema sta nel fatto che non tutti sono d'accordo sul fatto che la tassonomia debba cercare di produrre gruppi monofiletici. Il buon
Ernst Mayr, per esempio, ricorderebbe come la classificazione linneana ha prodotto numerosi gruppi parafiletici che hanno dignità di esistere. Il metodo cladista di classificazione,
sistematica filogenetica è il nome forse più adatto, invece, giustifica unicamente l'esistenza di gruppi monofiletici. Inutile dire che la cladistica ed è anche il metodo di classificazione attualmente più in voga tra i tassonomi.
Quindi
Andinoacara farà cadere il vetusto
Aequidens? Dipende. Quello che mi scoccia è che anche oggi sto facendo le ore piccole per scrivere di un genere di ciclidi dopo che avevo promesso solennemente di
non occuparmi più di questa categoria linneana. In fondo i generi sono un qualcosa che esiste solo nelle nostre menti che hanno un disperato bisogno di categorizzare la realtà.
PS: sull'onda dello sconforto tassonomico eviterò di segnalare che anche il genere di recente descrizione
Ivanacara è a rischio. Solo la convinzione che anche le ipotesi tassonomiche siano scenza e che quindi il dibattito non può che migliorare la nostra conoscenza del mondo naturale mi sprona a segnalare questa
discussione apparsa sul forum Cichlid Room Companion che approfondisce quanto ho introdotto in questo post.
PPS: ovviamente sono conscio che infrangerò puntualmente la mia promessa al primo genere di Ciclidi che verrà descritto.
Musilová, Z, O. Říčan and J. Novák. 2009.
Phylogeny of the Neotropical cichlid fish tribe Cichlasomatini (Teleostei: Cichlidae) based on morphological and molecular data, with the description of a new genus. J.Zool. Syst. Evol. R.