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mercoledì 1 dicembre 2010

Danakilia dinicolai, il ciclide del mare che era.

Asmara, 1997

"Quand'è che andiamo a quel lago nel vulcano, quello coi pesci di mare?" Di cosa stavano parlando? Chiesi informazioni e mi spiegarono che una guida turistica loro amico gli aveva raccontato che in quel lago nella depressione dancala c'erano pesci di mare. Una volta là c'era il mare, pensai io. Lo contattai e lui mi assicurò di avervi visto delle cernie. Dovevo andare a vedere. Se fosse stato vero... era come la scoperta di un nuovo mare separato da migliaia di anni dal Mar Rosso.
Con due macchine e tre amici partimmo all'inizio del 1998 verso il nuovo oceano. Viaggio pazzesco, perché era prima della guerra non c'erano strade, solo piste incredibili, peggio che in Congo. Alla fine ci arrivammo e mi tuffai in acqua con pinne e boccaglio. I pesci c'erano, ma ovviamente non erano di mare. Erano ciclidi. Certo la guida, di origine italiana forse pensava che se dei pesci erano colorati dovevano essere di mare. Errore! Non conosceva i ciclidi.


Danakilia dinicolai, maschio
Fotografia di Giuseppe de Marchi

Così inizia la storia che porterà alla descrizione di Danakilia dinocolai e a parlare è Giuseppe De Marchi, uno dei descrittori di un ciclide appartenente a un genere le cui uniche due specie portano il nome di italiani: Danakilia franchettii e D. dinicolai. Danakilia appartiene al gruppo di quei ciclidi complessivamente chiamati tilapia ed è caratterizzato dall'avere denti a tre punte (tricuspidi) contrariamente a tutti gli altri rappresentanti del gruppo che hanno denti a due punte e dalla diffusione nella depressione dancala nell'Etiopia settentrionale. Le tilapia sono ospiti frequenti del blog e qui trovate alcune notizie utili che le riguarda. Danakilia dinocolai è stata rinvenuta in un lago di cratere, ma generalmente le tilapia hanno un piano corporeo più generalista, meno specializzato, che le relega ai fiumi e le rende incapaci di competere adeguatamente con i ciclidi più specializzati dei laghi. Prima di fornire la solita breve scheda della nuova specie, mi piace sottolineare che ciclidi e laghi di cratere sono ormai un binomio collaudato. Per quanto i laghi possano essere piccoli, inospitali, uniformi e monotoni dal punto di vista ambientale, i ciclidi hanno saputo sfruttare le loro occasioni. Chissà in quanti altri laghi di cratere vi sono ciclidi ancora sconosciuti alla scienza.

Lago Abaeded
Fotografia di Giuseppe de Marchi


Danakilia dinicolai n. sp.

Diagnosi D. dinicolai viene distinta da D. franchettii per possedere pinne pettorali più lunghe, per avere nella fila esterna nelle mascelle orali denti più robusti e in numero inferiore e per l'osso faringeale relativamente massiccio, più lungo che ampio, con un numero quasi doppio di denti nella fila posteriore.

Distribuzione Specie diffusa unicamente nel lago Abaeded, un piccolo lago di cratere di 450 m di ampiezza e 10 m di profondità, sul confine nord occidentale della depressione dancala in Eritrea a 132 km dalla città di Massawa.

Ecologia Il lago in cui vive Danakilia dinicolai è alimentato unicamente da alcune sorgenti e è abitato solamente da un altra specie di pesce osseo e da un anfibio. Le sponde sono ricche di cannuccia palustre (Phragmites australis) ai cui piedi si concentrano i ciclidi. Le aree sabbiose del lago sono ricche di nidi a cratere occupati dai maschi in livrea riproduttiva di D. dinicolai.

Danakilia dinicolai, femmina
Fotografia di Giuseppe de Marchi

Etimologia La specie è nominata in memoria di Ernesto Di Nicola, perito tragicamente per un incidente durante la spedizione al lago tenutasi nel 2001.

Note La depressione dancala è il risultato di ampi movimenti tettonici e in passato, nel tardo Pleistocene, è stata un bacino marino intermittente. L'origine delle due specie di Danakilia, le separano 160 km di arido ambiente desertico, potrebbe perciò risalire al Pleistocene oppure al prosciugamento dei grandi laghi salini che occupavano la depressione dancala iniziato dai 9000 ai 5000 anni fa. Altrettanto incerta è la posizione del genere Danakilia. Trewavas ha ipotizzato delle affinità con Iranocichla ormuzensis e Tristramella della valle del Giordano, ma fino ad ora non è stato ancora possibile estrarre il DNA di Danakilia per le analisi molecolari che potrebbero contribuire alla soluzione del mistero.


Un sincero ringraziamento a Giuseppe De Marchi per la disponibilità a fornire immagini e informazioni e per la piacevole chiacchierata via mail.


Giuseppe De Marchi



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