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giovedì 27 settembre 2012

Arriva Riva!



Ogni anno a Riva del Garda si tiene la BlogFest e quest'anno sarò presente anch'io in qualità di partecipante attivo al primo Science Camp dedicato alla comunicazione della scienza. Parlerò del Carnevale della Biodiversità, della sua vita, dei miracoli e della sua dipartita (anche se quest'ultima è stata un poco esagerata). Confesso che sono particolarmente intimorito dato che sono stato infilato tra scienziati e divulgatori del calibro di Dario Bressanini, Sylvie Coyaud e Lisa Signorile. Accorrete quindi numerosi, il programma è interessante e lo trovate qua sotto. Il ritrovo è previsto a Riva del Garda per le 17.30 e l'inizio è alle 18.



  • Indagare i mysteri per capire la scienza, e viceversa (o di che cosa abbiamo imparato in dieci anni passati a far le pulci a Voyager) [Stefano Bagnasco e Beatrice Mautino
  • Capirci un Acca (il blog accademico come strumento di socializzazione della ricerca pubblica) [Renato Bruni]
  • Le due squadre di Piezopoli (come smascherare le contraddizioni e perché vale la pena farlo) [Sylvie Coyaud]
  • Due imprese divise dallo stesso linguaggio (differenze di approccio e linguaggio e incompatibilità, almeno potenziale, tra scienza e giornalismo) [Marco Ferrari]
  • Una breve analisi della blogosfera scientifica italiana [Paolo Gifh
  • Il Carnevale della Biodiversità (vita e miracoli di un Carnevale particolare) [Livio Leoni]
  • Contro il rischio dell’autoreferenzialità della blogosfera: autorevolezza e criticità dei blog scientifici nella percezione delle “Istituzioni” di riferimento [Franco Rosso
  • Citare ed essere citati (come citare informazioni prese da blog scientifici, spesso "copyrighted" in modi bizzarri, e come i blogger dovrebbero e potrebbero avere accesso alla letteratura scientifica) [Lisa Signorile

venerdì 21 settembre 2012

Lepidiolamprologus kamambae. Coming soon

Sven Kullander e i fratelli Karlsson (Magnus e Michael) descrivono una nuova specie di Lepidiolamprologus. Ci ragioniamo dopo il congresso AIC di Faenza.

giovedì 20 settembre 2012

Ci vediamo a Faenza?

Sabato 22 e domenica 23 sarò a Faenza all'annuale Congresso dell'AIC (Associazione Italiana Ciclidofili). Qui trovate il link al programma che ha come ospite principale Benoit Jonas. Sabato alle 17.30 presenterò una versione aggiornata de La storia dell'acquariofilia che includerà anche la situazione italiana a partire dagli anni '70 fino a quella attuale passando attraverso l'associazionismo e l'era di internet. Vi aspetto. La partecipazione é libera e aperta anche a chi non é socio.


martedì 18 settembre 2012

Il libro sui fontanili: work in progress



Il fontanile dei Mosi (Gaverine) a Misano Gera d'Adda.

Seduto sulla riva ho contemplato la vita e la morte. Questo il succo di qualche giorno di sessioni fotografiche dedicate ai fontanili passato con Fabio Liverani. Non ho intenzione di parlare di amore e morte, poetare non è il mio mestiere. Tuttavia quando assisti un fotografo nelle riprese subacquee, un vero fotografo, non uno come me che tenta di sopperire alla qualità con la quantità, non ti rimane molto da fare e ti metti a guardare. Non puoi entrare in acqua altrimenti la intorbidi. Non sei inoltre costretto all'usuale routine di biologo - catturare, pesare, numerare -  e quindi puoi concederti il lusso di osservare senza secondi fini. E può capitare di essere fortunato. Dopo un'ora di immobilità una natrice tassellata di poco meno di un anno ti sguscia tra le gambe alla ricerca di qualche pesce.  Un calabrone  preda una delle tante Calopteryx virgo che si posano sugli occhi del fontanile. Un povero ghiozzo padano ti mostra i due occhi parassiti da sanguisughe.


Caloptery virgo padana sull'occhio di un fontanile



Alla ricerca del "fontanile nero", di lui dicono sia il paradiso, ma nessuno è mai tornato indietro per descriverlo....

Insomma siamo alle strette con il libro sui fontanili e Fabio Liverani è riuscito a ritrarre il perdersi tra il mais, la quiete dell'acqua, il dispiegarsi della biodiversità e il connubio tra uomo e natura che nel corsi dei secoli ha plasmato questi ambienti. 



Le libellule, Sympetrum pedemontanum.



Fabio Liverani all'opera.

Forse finirà nello scritto anche la varia umanità incontrata. L'agricoltore che si lamenta della scarsa pulizia del fontanile e dell'erba che copre le ripe. Il pensionato che vent'anni fa ha vinto un concorso fotografico con la foto del fontanile presso casa e che si raccomanda di non divulgarli troppo: "Non si sa mai". La ragazza che nelle sere estive si bagna nell'asta del fontanile. La mamma e le figlie che prendono il sole e che non ti salutano quando esci dall'acqua con la muta stagna. Ho qualche riserva però, mi pare di tradire la fiducia di chi abbiamo incontrato esponendo le loro confidenze.  Sarà il video che accompagnerà il libro a raccontare i fontanili attraverso le persone. Quello che tuttavia non riuscirò sicuramente a rendere nel libro e neppure nel video invece è ritrovarsi tra migliaia di libellule della specie Sympetrum pedemontanum che volano negli ultimi accopiamenti.



Passare qualche giorno con un fotografo professionista permette anche di accedere a strumentazioni di cui generalmente non dispongo come treppiedi leggeri e flash aggiuntivi. Ecco per esempio un giovane Dolomedes sp. che sta predando un dittero. Questo ragno legato agli ambienti umidi è una presenza costante in alcuni fontanili.

venerdì 31 agosto 2012

Thorichthys aureus; le larve

Con oltre 30°C le uova si sono schiuse in poco più di 24 ore e le larve sono state radunate dalla madre, un piccolo caterpillar viste le buche che sta costruendo, in prossimità del masso eletto a nido. Come in ogni sana famiglia di ciclidi con un certo tocco di dimorfismo sessuale è soprattutto la femmina che si prende cura dei piccoli mentre il padre al minimo accenno si ritira nelle stanze nel retro. Per rifarsi scaccia i T. socolofi.   Ecco un breve video che mostra le larve ancora incapaci di nuoto insieme ai genitori.


Dopo aver visto alcuni filmati di Thorichthys fluviali ho aumentato la circolazione dell'acqua con una pompa da 2800 l/h. I pesci non sembrano essere stati particolarmente toccati dal cambiamento che non è di poco conto anche se non ho ancora capito se hanno gradito.

lunedì 27 agosto 2012

Thorichthys aureus in riproduzione

Poco più di un paio di settimane in vasca, di cui una senza che il sottoscritto fosse a casa, e gli aureus hanno iniziato a deporre (come da manuale si tratta di una deposizione su substrato all'aperto). Tra l'altro la deposizione è avvenuta sulla parete verticale della roccia che fronteggia il vetro frontale, posizione ideale per scattare qualche fotografia. Forse i cambi d'acqua giornalieri, l'intensa alimentazione,  le temperature elevate hanno contribuito a spingere la coppia verso il lieto evento. Oppure più semplicemente quando una coppia inizia la fase riproduttiva le è difficile uscirne. Ecco alcune immagini che spero rendano l'idea del serrato rituale di deposizione e fecondazione. Non si tratta del girotondo dei ciclidi incubatori orali dove le uova sono deposte una alla volta e subito ingoiate dalla femmina. In quel caso occorre sequestrare l'uovo prima che possa essere divorato. Nei ciclidi che depongono su substrato le uova sono sempre in bella vista, soprattutto se deposte all'aperto.




La coppia di Thorichthys aureus durante la deposizione delle uova. L'esemplare a destra è la femmina.

Aggiungo un video tremolante, ma non ho avuto modo di girarne altri purtroppo, del balletto della deposizione. Enjoy.


sabato 25 agosto 2012

Hemitaeniochromis brachyrhynchus: dalle profondità del lago Malawi

Divora le larve e le uova di altri ciclidi costringendo con la forza le madri che le incubano a sputarle; vive in profondità nel lago Malawi; in decenni di raccolte è stato pescato solo due volte e non se ne conosce l'aspetto, scusate, la livrea da vivo. Si tratta di Hemitaeniochromis brachyrhynchus. È solo una delle 3000 presunte specie di Ciclidi (avete letto bene, 3000, stiamo parlando della più ricca famiglia di vertebrati e per confronto basti dire che tutti i mammiferi ammontano a poco oltre quota 5700) e quest'anno è già la terza che esce dal cassetto di un museo. Oltre quindi ad essere brutto, perlomeno da morto, e "cattivo" per gli standard umani, questo ciclide si nasconde nelle acque più profonde del lago, un ambiente poco noto che sicuramente riserva ancora delle sorprese. Di seguito la consueta presentazione.
Hemitaeniochromis brachyrhynchus Oliver, 2012

L'olotipo di Hemitaeniochromis brachyrhynchus.
Oliver M. K., 2012

Diagnosi La specie si distingue per la ridotta dimensione dell'osso lacrimale che rende il muso più corto dell'occhio e per l'occhio di grandezza spropositata. Il disegno di barre e strisce sui fianchi è meno delineato rispetto a quello di H. urotaenia. La colorazione in vita è sconosciuta.

Distribuzione e ambiente La specie è stata raccolta solo due volte in località del lago distanti tra loro 270 km. L'individuo su cui si basa la descrizione della specie (l'olotipo) è stato pescato dall'autore tra i 17 e i 38 m di profondità nel 1980 a Thumbi Island. L'altro individuo è stato acquistato da un pescatore locale a Nkhata Bay nel 1997. Probabilmente questo ciclide ha ampia distribuzione nel lago nelle zone rocciose di acqua profonda.
Le due località di raccolta della specie (la barra equivale a 100km).
Oliver M. K., 2012

Etimologia Il nome brachyrhynchus deriva da due parole greche che significano "muso breve" e indica la dimensione ridotta della testa nella regione dell'occhio. La specie è stata presentata sotto il nome di Hemitaeniochromis sp. "insignis big eye" in un'immagine del libro The cichlid diversity of Lake Malawi/Nyasa/Niassa: identificazione, distribution and taxonomy.

Un particolare del muso particolarmente corto della nuova specie.
Oliver M. K., 2012

Ecologia La mascella inferiore robusta, i denti profondamente ancorati in essa e leggermente rivolti verso l'esterno, il muso corto sono caratteristiche tipiche di pesci specializzati nel nutrirsi di larve e uova di altri ciclidi (ciclidi pedofagi). Generalmente i pedofagi molestano le femmine in incubazione orale di altri ciclidi continuando a colpire con il muso la gola delle malcapitate finchè quest'ultime sputano la prole che viene prontamente divorata dal predatore. Il pedofago più specializzato e raccapricciante nella tecnica di caccia è tuttavia del lago Vittoria che con la bocca blocca il muso di una femmina in incubazione fino a farle sputare i piccoli o le uova. Purtroppo lo stomaco esploso durante la cattura dell'olotipo e l'impossibilità di controllare quello del secondo individuo non hanno potuto confermare l'ipotesi di pedofagia.

Un particolare della mascella inferiore con i denti che puntano verso l'esterno.
Oliver M. K., 2012


Note Nel 1989 Eccles e Trewavas erigevano 23 nuovi generi di ciclidi del lago Malawi differenziati in base ai disegni scuri che formano barre, strisce, macchie lungo i fianchi (disegno melaninico) e alle loro specializzazioni alimentari. Uno di questi nuovi generi era Hemitaeniochromis che conteneva una sola specie predatrice H. urotaenia. Con il tempo sono state incluse altre specie nonostante la dentizione non fosse conosciuta e i disegni melaninici fossero diversi. Per questo motivo Michael Oliver, l'autore dell'articolo, propone di includere in Hemitaeniochromis solo H. urotaenia e H. brachyrhynchus. Questo sulla base del disegno melaninico costituito da una striscia scura frammentata a metà del fianco che parte dietro l'occhio e continua senza frammentarsi nella parte posteriore fino al peduncolo caudale. Oliver propone anche di mantenere nel genere Protomelas le specie spilopterus e insignis che Ad Konings suggeriva di spostare in Hemitaeniochromis. Tra l'altro l'autore sospetta che P. insignis e Otopharinx ovatus siano la stessa specie. Protomelas continuerebbe quindi a rappresentare un genere contenitore formato da specie probabilmente non imparentate, ma allo stato attuale delle conoscenze non sembra possibile trovare una sistemazione migliore. Benchè non si conosca la loro dentizione, solo tre ulteriori specie dovrebbero appartenere al genere Hemitaeniochromis: H. sp. ‘insignis mumbo’, ‘H.’ sp. ‘spilopterus kande’ e ‘H.’ sp. ‘urotaenia tanzania’.
Un Hemitaeniochromis urotaenia.
Oliver M. K., 2012


Oliver, M. K. 2012. Hemitaeniochromis brachyrhynchus, a new species of cichlid fish from Lake Malawi, with comments on some other supposed members of the genus (Teleostei: Cichlidae). Zootaxa 3410: 35–50.